Teorie sulla nascita dei tarocchi e etimologia

Teoria di Atlandide
Gli Atlantidei provenivano dalla razza Lemuriana, agricoltori vicini alla natura e al Sacro, pacifici e mistici non possedevano armi. Quando gli Atlantidei, agricoltori, incontrarono la razza marziana guerriera, per difendersi impararono a utilizzare le armi, con il tempo la difesa si trasformò in offesa e iniziarono le violenze, Gli Atlantidei, come sempre accade quando ci allontaniamo troppo da noi stessi, si trasformarono in esseri senza cuore, si persero e affondarono sempre più nella disperazione e nella confusione. Così accadde che questo popolo lentamente si autodistrusse e sprofondò negli abissi del mare. Il gruppo dei Saggi sapeva che tutto ciò faceva parte di un grande piano, e così, quando cominciarono ad arrivare i primi segnali della distruzione, essi salparono per altri mondi affinché, l’antica conoscenza, quella portata sulla terra dalle stelle quando erano arrivati, non andasse persa. Alcuni di loro andarono verso Ovest e fondarono le civiltà dei Toltechi, degli Incas, dei Maya ed altre. Altri si diressero verso Est e fondarono altre civiltà, altri andarono in Egitto e fondarono la civiltà Egizia. Sulle Tavole Smeraldine di Ermete Trismegisto si legge di quando il gruppo, guidato dal maestro Toth, arrivò in Egitto e trovò le popolazioni originali dei Nubiani. Toth, adorato dagli Egizi come il Dio della Saggezza, sapeva che molto tempo sarebbe trascorso prima che la conoscenza e la saggezza tornassero nei cuori degli esseri umani. Escogitò, allora, uno stratagemma per tramandare la conoscenza segreta a coloro che erano pronti ad accoglierla. Sapendo che accedere al mistero della vita non dipende dalla nostra mente razionale, ma dal nostro cuore, creò delle immagini, i Tarocchi, nei quali rappresentò i simboli che la nostra mente archetipa conosce perfettamente, significanti noi stessi e il nostro cammino evolutivo. Nascose tutta la saggezza in essi contenuta nella vita di tutti i giorni, così i Tarocchi diventarono un mazzo di carte qualunque da utilizzare per giocare.
Teoria Egizia
Court de Gebelìn nel volume “le monde primitif”, del 1781, formulò un ipotesi sull’origine egizia dei Tarocchi alquanto fantasiosa; egli affermava che gli Arcani Maggiori erano i resti del’antico Libro di Thoth. Ma le poche fonti di cui disponiamo ci dicono soltanto che Thoth avrebbe inventato la scrittura per scrivere un magico testo che descriveva minuziosamente il rituale da compiere per giungere ad una completa trasformazione dell’uomo da comune mortale ad ipotetica Divinità . Molti eruditi in fatto di scienze occulte riconoscono nelle carte dei Tarocchi le pagine dei libri di geroglifici, che racchiudono sotto forma di simboli ed immagini emblematiche, i principi della filosofia mistica degli egizi. Gebelin era convinto che i simboli esoterici dei Tarocchi, altro non fossero che un allegoria di quel rituale, e che si diffusero poi per l’Europa attraverso le tribù nomadi di zingari, che in realtà erano tribù di Antichi Egizi. Ci sono anche altre ipotesi più o meno fantasiose che sostengono l’origine egizia dei Tarocchi, ne cito una su tutte, quest’ipotesi afferma che le carte altro non sarebbero che una rappresentazione dell’ antico calendario egizio. In quanto il mazzo composto da 52 carte equivalenti alle settomane dell’anno ha un totale di 364 punti che con l’aggiunta del “Matto” fa 365.
Teoria cinese- indiana.
È convincente la teoria che vede la nascita delle carte da gioco in Cina tra il X-XII secolo D.C.; anche se sembra che già nel 1.150 A.C. Avessero già preso forma delle carte da divinazione legate all’ I Ching. Questa ipotesi spiegherebbe l’origine degli Arcani Minori ma lascia nell’oscurità più totale l’origine dei Maggiori. Per dare un origine agli Arcani Maggiori dobbiamo spostarci al confine con l’India, dove alcuni li hanno accostati alle “manifestazioni” di Vishnu. In India sono ancora in uso mazzi di 120 carte, equivalenti alle rincarnazioni di Vishnu, in cui compaiono sia figure di animali che rappresentazioni di oggetti.
Teoria araba
Quest’origine ha come inevitabile conseguenza che le illustrazioni che rappresentano figure umane siano comunque di origine occidentale in quanto l’Islam metteva al bando la raffigurazione di immagini umane. Però di alcuni mazzi da gioco importati in Europa durante il medioevo e contenenti i semi presenti negli Arcani Minori c’è rimasta memoria scritta in una cronaca italiana del XV secolo che menziona delle “Carte saracene”.
Teoria zingara
Anche se l’associazione tra Zingari e Tarocchi è ben radicata nella nostra mente è abbastanza certo che non furono loro ad introdurli in Europa in quanto giunsero nell’Europa occidentale anni dopo che le carte avevano fatto la loro comparsa. Poi è interessante notare che nei documenti dell’inquisizione venivano sì accusati di praticare l’ arte della divinazione, ma nello stesso tempo non venivano mai menzionate le carte. Teoria Ebraico- Cabalistica Nel XIX secolo l’abate Costant ( Eliphas Lèvi) formulò un ipotesi che vedevano i Tarocchi come -simboli della scienza sacra degli Ebrei- ;Gerald Encausse meglio conosciuto come Papus creò un mazzo di Tarocchi in cui i personaggi pur presentandosi con vesti egizie avessero in sè i segreti delle lettere ebraiche. Però data la complessità dei disegni e del simbolismo presente negli Arcani Maggiori è abbastanza improbabile che possano essere la trascrizione delle idee tramandate per secoli oralmente. La necessità di tramandare oralmente determinati disegni esoterici e occulti ha fatto sì che essi fossero estremamente semplici e geometrici in modo da facilitarne la memorizzazione e la riproduzione.

Conclusioni

Appare evidente che le varie teorie sono tutte senza un adeguata documentazione storica, quindi possiamo pensare che il mazzo come lo conosciamo oggi sia opera di una “fusione” tra due mazzi ben distinti uno antico (gli Arcani Minori) che ha avuto delle aggiunte durante la fusione (le carte di corte) ed uno ( i 22 Arcani Maggiori) che risale intorno all’anno 1240 quando si trovano i primi documenti che parlano dei “naibi” (antico nome dei Tarocchi) che vedrebbe la sua nascita nell’Italia del Nord. Verso il 1650 nell’Italia Centrale nascono le “Minchiate” un mazzo particolare composto da 96 carte. Ma è solo attorno al 1770 che i Tarocchi abbandonano l’aspetto ludico per entrare a tutti gli effetti nell’Arte Divinatoria, ed è in questo periodo che cominciano a suscitare l’interesse delle varie società esoteriche e occulte.

Etimologia

è un fatto ormai definitivamente provato che la parola “Tarocchi” entrò in uso soltanto dal principio del Cinquecento. Il primo esempio noto è contenuto nel Registro di Guardaroba della Corte di Ferrara relativo all’anno 1516, sul quale è riportato il pagamento di “due para de tarocchi”. Anche del termine “Tarocchi” si continua ad ignorare il significato. Ma le teorie sul significato della parola sono tante, azzardate e fumose, quante sono le teorie sulla loro origine. Vediamone alcune:
Teoria egizia
Curt de Gebelin continuando sulla sua teoria egizia afferma che il termine deriva da due parole egiziane “tar” e “ros” (strada del re) o da “ta-rosh” (dottrina di Mercurio)
Teoria araba
Una delle teorie vuole l’origine dervante da “taraha” che significa “tara” ( buttare il superfluo che non può essere conservato). Un altra ipotesi sposta l’attenzione sulla lavorazione dorata, presente sul dorso delle carte arabe di quel tempo, che ricorda le arancie tarocche di sicilia, da qui il termine tarocco. Idries Shah invece propose come origine del termine la fusione delle due parole arabe “tariqua” (il corso della vita) e “turuk” (le quattro vie).
Teorie di origine mista
Starik invece evidenziò la somiglianza con la parola indù “taru”, con l’ungherese “tarok” e la “tara” tibetana; tutti mazzi di carte da gioco, ora come il signore in questione volesse giustificare partendo da questi termini la nascita della parola taroccho per me rimane ancora un mistero.
Gustav Meyrink in un romanzo del 1915, scrisse che il significato e l’origine della parola tarocco va ricercata nel termine ebraico “tora” (legge), l’antico egiziano “tarut” (l’interrogata) e nalla parola di origine incerta “tarisk” (io esigo una risposta? )
Teoria italiana
la teoria più accreditata vede l’origine della parola nell’italiano antico, “altercare” ossia litigare. Da qui sarebbe derivato “altarcare” che, nel gergo degli antichi giocatori di carte, significava rispondere al gioco dell’avvensario con una carta di maggior valore. Non è chiaro come il verbo “taroccare” abbia assunto nel gergo comune il significato di contraffare un oggetto o un documento, ma è possibile proprio che derivi dal litigio al gioco. Ancora oggi nel dialetto di Ferrara “tarocar” significa arrabbiarsi e brontolare, ma anche falsificare qualcosa, mentre “tarocada” è una stupidaggine, una cretinata o anche una truffa

Gli arcani maggiori – in breve-

Vi è una certa controversia tra gli storici circa l’origine dei tarocchi. I più fantasiosi fanno risalire le loro origini all’Antico Egitto dove il Dio Thoth avrebbe dettato le carte agli uomini. Sappiamo che tre mazzi di carte apparvero in Italia nel 1440. Il primo documento scritti al riguardo è un sermone di un frate francescano diffuso a metà del quindicesimo secolo. Tale sermone affermava che queste carte sono opera del diavolo e che chi le utilizzava metteva a repentaglio la propia anima. Tuttavia i tarocchi continuarono a diffondersi ed arricchirsi e passarano dalle 22 carte originarie (gli arcani maggiori) alle 52 attuali. Nel diciannovesimo secolo , prese piede l’idea che i Tarocchi fossero nati in Isdraele e che siano degli strumenti cabalistici contenenti la saggezza dell’albero della vita . Vi è in effetti un’ analogia tra il tarocco e la cabala ebraica: gli Arcani maggiori sono 22 esattamente come le lettere dell’alfabeto ebraico; e per la numerologia cabalistica il 22 è un numero magico.
Il Viaggio del Matto
Le carte dei Tarocchi, sopra tutto negli Arcani maggiori, sono nascosti infiniti significati e simboli: vi sono immagini appartenenti all’ inconscio collettivo, elementi naturali, allegorie medioevali e vaghi riferimenti alla mitologia classica. Ora gli arcani possono essere usati come strumenti per la crescita personale, percorrendo la strada verso la conoscenza attraverso le 22 tappe essenziali che essi rappresentano.
I 22 Arcani
  1. Il Bagatto Rappresenta la sapienza e la padronanza di ciò che non è conosciuto. Egli impara a manipolare gli elementi affinché lo aiutino nel compiere il suo volere. Suggerisce l’inizio di un cammino concreto verso il successo basandosi sulle proprie capacità.
  2. La papessa Se il Bagatto possiede gli strumenti per manipolare il mondo fisico la Papessa possiede le chiavi per accedere al mondo spirituale. Essa è la medium colei che comprende i misteri della vita e della morte. Essa ci dona l’intuizione, la consapevolezza e la conoscenza di ciò che è irrazionale.
  3. L’imperatrice Essa rappresenta la fecondità fisica, la stabilità e la creatività. essa nutre, cresce e protegge tutto ciò che nasce dall’ intuizione della papessa.
  4.  L’imperatore esso è il potere terreno, il compagno naturale dell’ Imperatrice, è un personaggio fiero nato per comandare su tutto ciò che è terreno con la pura forza di volontà vorrebbe piegare il mondo.
  5. Il Papa è colui che reca in se e trasmette saggezza antica, è conservatore e tradizionale; rappresenta il potere spirituale e la conoscenza.
  6. Gli Amanti Questa carta rappresenta una scelta ma anche il tentativo di creare un equilibrio tra maschile e femminile, è la carta della tentazione, la decisione, la scelta non sempre facile verso ciò che è giusto.
  7.  Il Carro Esso rappresenta il progresso verso la meta scelta, mantenendo la propria integrità morale e fisica il carro procede verso la strada della vita con forza e salute, portando stabilità e forza nelle proprie azioni.
  8. La Giustizia Ora il bene e il male non sono più separati e noi oramai abbiamo raccolto abbastanza saggezza e sapere da questo viaggio per porci nel mezzo degli eventi e saper separare e valutare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. La giustizia è la capacità di tenersi in equilibrio tra il bene e il male.
  9. L’Eremita La conoscenza richiede un lungo cammino ed un prezzo da pagare. L’Eremita rappresenta il controllo del desiderio, lo studio, la riflessione e il lungo cammino verso la verità.
  10.  La Ruota Questa carta riguarda la conoscenza del proprio destino. a questo punto ogni pensiero diventa azione ed ogni azione e scatena una conseguenza. la Ruota gira e trascina tutto con se; essa rappresenta il Karma e l’avverarsi del proprio destino attraverso la volontà e le proprie azioni.
  11. La Forza è ora di fare affidamento sulle proprie risorse per far fronte alle prove della vita. Ma è anche una carta che ci invita a non cedere al potere che abbiamo acquisito durante il nostro cammino perché ogni atto di potere fine a se stesso si rivela sterile e autodistruttivo. Uno dei messaggi di questa carta è saper riconoscere le proprie capacità e i propri limiti senza abusarne.
  12. L’ appeso Il significato di questo arcano è ambivalente: segnala il sacrificio, il bisogno per la crescita personale di sacrificio e del staccarsi da cose che fino ad ora ci sono sembrate essenziali ma che in realtà ci tirano affondo. Non è un momento facile ma è necessario per la crescita.
  13. La Morte Essa è il compimento della precedente carta, lasciando “morire” il passato possiamo rinascere a nuova vita e vedremo davanti a noi nuovi sentieri e nuove opportunità fino ad ora rimaste celate dalle nostre paure.
  14. La Temperanza Richiama all’equilibrio e alla moderazione, la profonda consapevolezza che la vita è a metà tra lo spirituale e il materiale.
  15. Il Diavolo Segnala la mancanza di controllo sugli istinti e le pulsioni. I vizi prendono il sopravvento e ci portano ad agire in modo sconsiderato trascinandoci verso il crollo di tutto ciò che abbiamo costruito.
  16. La Torre Ed eccoci al crollo delle nostre illusioni, tutto il nostro castello di carte fatto di illusioni e vanità sta inesorabilmente crollando, ma anche se ciò appare doloroso e negativo nasconde in e il seme per la rinascita. Purificati dal dolore per la perdita di false sicurezze siamo pronti a ricostruire il nostro mondo basandoci sulla verità e su solide certezze, cose che non potranno esserci tolte in futuro.
  17. Le Stelle Arriva a lenire il dolore per la perdita della Torre. Porta con se amore e saggezza offerti senza chiedere nulla in cambio. Questa carta è la madre amorevole che sostiene , ama e guida, in nome della vita che si rinnova.
  18.  La Luna Essa è il lato oscuro dell’illuminazione, è il bisogno di cercare dentro di noi la nostra notte dell’illuminazione stando attenti a non ricadere nell’illusione che già ci ha fatto soffrire in passato.
  19. Il Sole è il successo e la felicità raggiunta attraverso l’”illuminazione” perché nulla può restare nascosto alla luce del sole e tutto infine viene svelato.
  20. Il Giudizio A questo punto le lezioni apprese lungo questo percorso si consolidano e si apprende l’ultima grande lezione, ciò che viene seminato viene poi raccolto sia nel bene che nel male; e si sviluppa con questa lezione la capacità di lasciare andare il male e perdonare.
  21. Il Mondo Con questa carta si conclude il viaggio dentro la propria conoscenza, ora tutto è equilibrio, e tutti i misteri sono svelati. Questa carta è appagamento di tutti i sensi.
  22. Il Matto Il matto siamo noi che viaggiamo tra gli arcani in ricerca della verità. Nel Matto c’è tutto ed anche il contrario di tutto. Esso è potenzialità allo stato puro.

Gli Arcani minori – in breve-

Sono ripartiti in quattro SEMI, associabili ai quattro elementi e che possono essere collegati alle quattro funzioni psicologiche Junghiane (Intuizione/bastoni, Sensazione/denari, Intelligenza/spade, Sentimento/coppe).
In un certo senso, smembrano l’Archetipo e lo analizzano da punti di vista elementari e circoscritti, mostrando come vengono tendenzialmente affrontati.
Vanno dall’1 al 10 più le carte di corte, cioè le figure (Re, Regine, Cavalieri e Paggi, che corrispondono rispettivamente ai numeri 14, 13, 12 e 11).
Oltre ai semi, in ogni carta troviamo altri simboli, tra cui i numeri e i colori. L’assemblaggio e composizione dei diversi simboli danno tono e significato a ciascuna carta.
Sinteticamente: I NUMERI ELEMENTARI Generalmente, i numeri DISPARI indicano azione e movimento. I PARI ricettività, riflessione e resistenza
  1. l’unità, è il principio, il punto di partenza, l’Idea
  2. la dualità, l’opposto, il simmetrico
  3. lo scambio fra 1 e 2 che genera un nuovo punto di partenza
  4. il solido che concretizza e dà stabilità. Pausa o staticità
  5. inserisce un nuovo elemento che “incrina la tranquillità” del quattro, la agita
  6. è il confronto con la nuova realtà, l’analisi e meditazione
  7.  il risultato dell’elaborazione che rimette in movimento
  8. la trasformazione, che distrugge e ricostruisce. E’ il ciclo infinito.
  9.  è comprensione, ampliamento, ricerca per giungere al compimento nel 10.
LE CARTE DI CORTE possono rappresentare delle persone, delle funzioni o la fase in cui ci si trova :
Il fante è un “servitore” che si offre e offre; persona giovane o, anche, immatura. E’ ideazione, proposito; fase iniziale. In corrispondenza al n. 11 : il processo di individuazione in atto che mette di fronte all’altro alla pari (11 come 1/io+1/tu=2noi).
Il cavaliere, che possiede una cavalcatura (cioè qualcosa su cui poggiare), è più concreto del fante; non più solo intenzione, ma in movimento o in pausa riflessiva nell’azione. E’ la fase intermedia. In corrispondenza al n. 12 : è il Cavalier Cortese che si mette al servizio della Dama, cioè l’aprirsi a un ideale. E’ l’accettazione del legame fra se e l’altro (12 come 1/io+2/noi=3/la relazione).
La regina simboleggia la fioritura e il raggiungimento. La fase di maturazione, che in corrispondenza al n. 13 porta a una trasformazione. E’ gestazione e generazione di un nuovo equilibrio (13 come 1/io+3/la relazione=4/concretizzazione).
Il re il compimento e l’assestamento. La fase di raccolto, che in corrispondenza al n. 14 implica la necessità di un rallentamento per riamalgamare gli elementi. E’ manifestazione del concretizzato (1/io+4/risultato=5/manifestazione).
Re e Regina posso anche rappresentare, rispettivamente, un uomo o una donna, con le qualità del seme a cui appartengono.
I Colori
Il bianco rappresenta la purezza, l’inizio, l’indefinito Il rosa o ocra rosato, cioè la pelle, identifica ciò che è umano Il marrone, colore sensoriale, ciò che è terreno Il rosso, la forza interiore, la passione in senso lato che riscalda, stimola, accende o brucia, distrugge. Il blu, la quiete, ma anche la lontananza, che placa e raffredda. In analogia al cielo suggerisce la serenità, il pensiero che può essere adombrato dalla presenza di nuvole. Al mare o all’acqua, sorgente di vita, purificazione ma anche viaggio e lontananza … annegamento L’azzurro l’infinito, l’immateriale fino al vuoto. Il giallo, ambivalente, richiama la terra o il sole, la sicurezza o l’oro-illuminazione. Può raggiungere tonalità stridenti che lo pervertono in presunzione, invidia, tradimento .. e gelosia. Il verde, il colore del fertile regno vegetale, è espansione, proliferazione .. che se eccessiva diventa invasiva.
I Semi
Generalizzando, le Coppe e i Pentacoli si rifanno al principio passivo (o femminile) mentre Bastoni e Spade a quello attivo (o maschile). Tuttavia richiamano, in un modo o nell’altro, la compresenza del principio opposto.
Coppe e Bastoni possono essere accostati perché entrambi seguono una via istintiva, emozionale. Più concreti i Pentacoli e “fredde” le Spade comportano un impatto più razionale, secco.
I bastoni I Bastoni sono associati al Fuoco, alla Linfa vitale, all’Istinto. Rappresentano un’energia primaria che va a fiorire o è fiorita, l’impulso. Simbolicamente il legno (e con lui l’albero, che ha una simbologia molto più vasta) rappresenta : – il seme che origina la vita, la linfa che fa crescere e fiorire i rami – il Fuoco igneo che scalda, infiamma, divampa. Quindi la passione che anima o brucia la vita. Il bastone può essere un’arma, che difende o aggredisce. Per cui è anche simbolo di potere, azione e difesa. O un appoggio, come energia che sostiene. Inoltre, in analogia – alla bacchetta magica, simboleggia l’energia primaria creativa – all’asse del mondo, il collegamento fra terra (radici) e cielo (chioma che si innalza)
Il marrone del legno, colore sensoriale, indica l’importanza del mondo fisico, delle radici, del focolare, del principio di appartenenza, collegandosi così al principio passivo/femminile necessario all’attivo/maschile per creare. Non dimentichiamo che l’albero affonda le proprie radici nella terra, da cui trae nutrimento.
I Denari o I Pentacoli
I Denari o Pentacoli sono associati alla Terra, alla Sensazione (il sentire dei sensi). Rappresentano la concretezza, cose o situazioni pratiche, stabilità. Simbolicamente rimandano alla Terra e alle sue ricchezze, come nutrimento e fecondità. In analogia – alla caverna o utero, richiamano il luogo oscuro della trasmutazione (i minerali si formano nella terra), della rinascita (i semi ci germogliano), ma anche in cui appaiono i mostri generati dall’oscurità necessaria a questi processi – al metallo che in essa giace: l’energia grezza da purificare e trasformare.
Il pentacolo è metallo trasformato. In questo senso rappresenta, quindi, la capacità creativa (attiva/maschile) che trasforma la ricchezza interiore (della terra, simbolo passivo/femminile) in prodotto finito. Il simbolo della stella a cinque punte, raffigura l’uomo, i cinque sensi, l’unificazione fra cielo e terra , quindi la capacità creativa e procreativa. Come moneta, simbolo convenzionale dell’oro, è mezzo di scambio. In sé non ha valore e, a volte, il prezzo (sua misura) corrisponde a un impoverimento del significato intrinseco dell’oro sole, fecondità, illuminazione, potere, purezza) sino a diventarne perversione materialistica che porta alla brama di possesso. Quindi il denaro come fortuna, guadagno e perdita.
Le Spade
Le Spade vengono associate all’Aria, all’Intelligenza. Simboleggiano appunto l’Aria, l’energia mentale, che fendono per separare, analizzare, penetrare. La volontà propositiva, arma di difesa o offesa che può essere costruttiva o distruttiva. Infatti vengono impugnate. E anche quando la mano si appoggia all’elsa, anziché stringerla, il sostegno è rappresentato dal potere che rappresenta e non da un appoggio fisico. In analogia – al metallo che è stato prima fuso e poi lavorato, battuto e temprato, simboleggia la purificazione del pensiero attraverso la disciplina mentale. – al lampo: l’illuminazione che toglie dall’oscurità dell’ignoranza o che stordisce – alla croce, che forma con l’impugnatura: la congiunzione e unione di contrari. Fra asse verticale (mondo sotterraneo, terra e cielo) e orizzontale (espansione dell’essere).
Nuovamente i due principi cooperano. E il metallo, come l’oro, dorme dentro la terra da cui l’attivo lo estrae per trasformarlo intenzionalmente.
Le Coppe
Le Coppe si ricollegano all’Acqua, al Sentimento (il sentire delle emozioni). Rappresentano la ricettività, i sentimenti. Sono il “contenitore” e, anche , il contenuto. La coppa è un contenitore concavo, che contiene. In oro, quindi preziosa. E’ l’offerta (azione attiva del principio passivo) di ciò che contiene o, anche, il vuoto da riempire. Poiché l’esterno è convesso, per cui può essere la forma che nasconde o enfatizza l’interno. In analogia – al seno, suggerisce l’idea del nutrimento, della consolazione – all’ abbraccio: la capacità di ricevere, accogliere, contenere l’altro; espressione di calore e affetto – al brindisi: condivisione, comunione o festeggiamento, in segno di onore, rispetto – al Sacro Graal: il sangue come principio di vita e comunione
Può contenere: – acqua : sentimenti fecondanti, emozioni vitali, purificatrici, ma anche stagnanti – sangue : energia vitale, passione gioiosa o sofferta – fiori : il calice del fiore richiama la coppa, suggerendo lo sviluppo del contenuto – il Pesce, che ripropone il simbolo dell’acqua (i sentimenti che affiorano) e del nutrimento.