“Io so che pendetti
al tronco scosso dal vento
nove intere notti,
da lancia ferito
e sacrificato a Odino,
io stesso a me stesso,
su quell’albero
che nessuno conosce
Da quali radici cresca.
Nessuno mi diede pane
ne il corno per bere
guardai verso il basso;
presi su le rune
urlando le presi,
e caddi giù da li.”

 

Nell’Edda, i carmi che raccontano le imprese dei vichinghi e dei loro dèi, ci sono molti riferimenti alla magia delle rune e del suo uso da parte di dèi ed eroi. Runa significa ‘segreto’ o ‘nascosto’,  deriva da run, ‘segreto’ o ‘mistero’ nell’antica lingua norrena. La parola tedesca moderna raunen, ‘sussurrare’, deriva anch’essa da questa radice.

L’alfabeto runico detto anche “futhark” dalla sequenza delle prime sei lettere che lo compongono (fehu, ur, thurs, ansuz, raido, ken) era l’alfabeto usato dalle antiche popolazioni germaniche. La grafica delle singole rune, composte da linee rette, dipende dal fatto che spesso le incisioni erano effettuate su pietra o legno, e le linee curve erano più difficili da incidere.

Il loro utilizzo è sempre stato insegnato e tramandato oralmente è per questo che spesso il significato dei simboli cambia.
Le rune sono un sistema di sapere sacro poiché contengono il segreto stesso dell’esistenza.
Ogni runa ha in se un mistero iniziatico, una profondità sondabile solo attraverso una vera e accurata ricerca.
Leggere le rune non è come farsi leggere il futuro, le rune sono energia che guida a scoprire un livello più profondo di consapevolezza.

Le rune ci donano il loro messaggio e noi dobbiamo trovare il suo significato in relazione a noi.

Ogni runa si compone di tre aspetti, questa triade non può essere separata, ognuna implica l’esistenza e la sussistenza delle altre.
– il suono (nome pronunciato) è la vibrazione nell’aria e nello spazio.
– il glifo (la sua forma) rappresenta la sua qualità visibile.
– il contenuto simbolico (il significato); è solo un pallido riflesso del suo reale significato, celato ai nostri cinque sensi. Perché le rune esistono in una realtà molto più esterna di quella tridimensionale.
Le rune si conservano in un sacchetto di cotone di colore rosso o nero.

Intorno al 98 d.C, Tacito descrisse come nelle tribù germaniche il padre di famiglia o il capo di un clan lanciasse su un panno bianco delle verghe runiche fatte con il legno di nocciolo. Egli ne sceglieva una a caso e le usava per interpretare una risposta al problema in oggetto. Sono in uso molti tipi di rune, dischi o quadrati di legno, argento, ceramica o terracotta, oppure ciottoli e pietre.
La scoperta delle rune è attribuita a Odino. Sebbene avesse ottenuto la sapienza dando uno dei suoi occhi a Mimir, egli anelava ancora a maggiori poteri divinatori. Cosi decise di appendersi per nove giorni e nove notti all’albero cosmico, trafitto dalla sua stessa lancia.

Le rune hanno tradizione germanica/vichinga e sono da sempre considerate il linguaggio segreto della terra. Sono state riscoperte dai tedeschi a fine 800, quando già si parlava di razza ariana.

Fonti:
– Miti magie e divinazioni delle antiche civiltà
di cassandra eason

– Appunti Stregati