Appunti di una Strega di Città

Riso

Aspetto botanico

– Nome scientifico
Oryza sativa

– Etimologia
Il termine generico Oryza proviene da ὄρυζα óryza, che era il nome greco del riso. L’epiteto specifico sativa deriva da satum (participio passato di sero seminare, piantare) seminato, piantato: cioè di pianta che si semina o coltivata, domestica.

– Nomi popolari
Riso

– Descrizione e caratteristiche
Il riso è una specie erbacea con apparato radicale costituito da radici embrionali e da radici avventizie, più vigorose delle embrionali. Nelle radici avventizie non più giovani compaiono dei “vasi aeriferi”, che assicurano l’aerazione delle radici anche nell’ambiente sommerso in cui il riso vive. Il culmo è caratterizzato da internodi cavi e nodi pieni come nel frumento. Le foglie, che sono in numero diverso secondo la varietà, ma di solito 5-7 per culmo, sono costituite di una guaina e di una lamina, ruvida per la presenza di peli corti e duri. La ligula è lunga e le auricole pelose.
L’infiorescenza del riso è un panicolo terminale ramificato che porta spighette uniflore, formate di glume molto più piccole delle glumelle, le quali ultime sono molto sviluppate, sovrapposte ai margini, appiattite e racchiudenti la cariosside come un astuccio. La giumella inferiore può essere mutica o brevemente aristata. I fiori sono ermafroditi e comprendono un gineceo uniovulare, con stilo bifido e stigma piumoso e un androceo di sei stami.
Il frutto è una cariosside sempre vestita (cosiddetto risone), compressa ai lati, oblunga, con un pericarpo bianco o pigmentato. La fecondazione è strettamente autogama.

– Habitat e Diffusione
L’ Oryza sativa è una pianta di antichissima coltivazione, originaria del sud-est asiatico a clima tropicale e subtropicale. Le origini della coltivazione del riso non sono certe, si ritiene che le varietà più antiche siano comparse oltre quindicimila anni fa lungo le pendici dell’Himalaya. È una delle specie alimentari più coltivate al mondo con oltre 550 milioni di tonnellate su oltre 150 milioni di ettari, prevalentemente nelle regioni a clima caldo e molto umido delle aree tropicali e subtropicali, dove gli altri cereali non prosperano. In Italia viene coltivato prevalentemente nelle provincie di Vercelli, Pavia, Novara, Milano, che da sole raggruppano poco meno del 90% della totale superficie investita a riso; altre province risicole sono Mantova, Verona, Rovigo e Ferrara. Piccole aree coltivate a riso si hanno anche nell’Italia centrale (Siena, Grosseto) e insulare (Sardegna e Sicilia).

Piccole curiosità
In India
– Una leggenda indiana narra la nascita del riso… Il dio Shiva era così innamorato di una vergine chiamata Retna Dumilla (che tradotto vuol dire Gioiello Splendente) che le chiese di unirsi a lui in matrimonio. La giovane vergine lusingata dall’insistenza del Dio, decise di accontentarlo e chiese come dono di nozze un cibo che si potesse mangiare tutti i giorni senza che il suo gusto potesse mai stancare. Shiva decise di accontentare la sua futura sposa e provò, per lungo tempo, a creare questo alimento senza tuttavia riuscirci. Stanco degli insuccessi Shiva costrinse Retna alle nozze ma la giovane sposa morì di lì a poco per il dispiacere. Dopo 40 giorni dalla sua morte, sulla sua tomba spuntarono delle piante di una specie mai vista prima cui fu dato il nome di riso (pari in indiano) e che produsse frutti che, mangiati tutti i giorni, non stancarono e non stancheranno mai il palato.
– In India il riso viene messo a piccole manciate nel palmo delle mani della sposa mentre gira intorno all’altare, poi
lo si versa sul capo degli sposi. Sempre in India, quando nasce un bimbo, si introduce nella sua bocca un pizzico di polvere di riso. L’estremo saluto ai defunti invece è
rappresentato da una manciata di chicchi.

In Cina
– L’imperatore cinese Chin-Nong nel 2800 a.C. con un’ordinanza impose a tutta la famiglia imperiale di presiedere alle cerimonie per le seminagioni, riservando a se stesso quella del riso. Questo aspetto sacrale del riso è piuttosto diffuso in quell’area del mondo. In Indonesia ancora oggi esistono “sacerdoti” del riso cui spetta il compito d’indicare i giorni e le ore più idonee per iniziare le fasi della coltivazione.
– Una leggenda cinese racconta che in un tempo molto lontano una grave carestia colpì il paese e che il genio Buono, vedendo le sofferenze dei contadini, sacrificò tutti i suoi denti, disperdendoli in una palude. L’acqua trasformò i denti in semi da cui germogliarono poi migliaia di piantine di riso. Da allora, dove c’è riso c’è abbondanza e il lancio dello stesso sugli sposi simboleggia amore e fertilità.

In Italia
– Fino al medioevo, in Europa era considerato una spezia orientale, a volte utilizzata per problemi d’intestino o come base per prodotti di bellezza. Bisogna arrivare al 1400 per trovare coltivazioni di riso nel nord Italia.
– In alcune zone del sud Italia esiste un’usanza molto antica e profonda: le zie, le nonne, le vicine di casa e le amiche si riuniscono in casa della sposa per aiutarla nel suo rituale di vestizione; solitamente la sposa si prepara in gran segreto con la madre e la suocera e, quando è pronta, si presenta in sala tra li sguardi ammirati dei presenti dove, ad attenderla c’è la donna più anziana (solitamente la nonna o la zia più grande) che, in segno di benedizione, le versa addosso una piccola confezione di riso o di palline argentate di zucchero.
– Il riso viene lanciato sugli sposi al termine della celebrazione, anche se sempre più comuni lo vietano, come augurio di fertilità e ricchezza

Per i mussulmani
– Per i musulmani il riso è una goccia di sudore di Maometto caduta dal cielo, per cui è
considerato cibo divino simbolo di vita, fertilità, abbondanza. Da qui l’abitudine di
lanciare sugli sposi una pioggia di riso come simbolo bene augurante.

Un po’ di magia
Come si è potuto leggere tradizionalmente il riso è abbinato all’abbondanza e alla prosperità.
Secondo il feng shui va sempre tenuto in bella vista un vaso trasparente pieno di riso perché in casa non manchi mai il denaro.
Utile in tutti quei riti e sacchetti che puntano ad aumentare la ricchezza e la fertilità.

Fonti:
Appunti personali
http://antropocene.it/2018/11/26/oryza-sativa/
www.iprimiditalia.it/curiosita-riso/
http://www.vitosignorile.com/wp-content/up…E-CURIOSITA.pdf

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