Appunti di una Strega di Città

Nocino [Liquore]

Il nocino è un liquore della tradizione modenese che negli anni ha conquistato l’Italia per il suo aroma forte e il suo alone di magia.Ingredienti:

  • 24 noci verdi con il mallo
  • Un litro di alcool buon gusto
  • mezzo chilogrammo di zucchero di canna
  • Un po’ di cannella in stecca
  • Un pizzico di chicchi di caffè
  • Un pizzico di chiodi di garofano
  • Un po’ di scorza di limone con buccia edibile (è specificato in etichetta, se non c’è scritto nulla vuol dire che è stato trattato e non va bene)

Come procedere:

Prendete un vaso abbastanza grande per poter contenere la cannella, i chiodi di garofano, i chicchi di caffè, la scorza del limone e le noci tagliate in quattro con un coltello di ceramica; per ultimo versate l’alcool che deve sommergere tutto (se resta qualcosa fuori aggiungete un po’ di alcool).
Ora inizia il tempo dell’attesa il nocino va mescolato mattina e sera e lasciato macerare al sole per quaranta cinque giorni. A questo unto il liquido deve esser diventato molto scuro, quasi nero, ed è arrivato il momento di filtrare il composto e imbottigliare il nostro liquore, prima però va preparato lo sciroppo di zucchero da aggiungere per abbassare il grado alcolico che al momento si aggira attorno ai 90°.
In un tegame abbastanza ambio mettere mezzo litro d’acqua e mezzo litro di zucchero, mescolate mentre lo scaldate a fuoco lento, lo zucchero deve sciogliersi completamente ma non caramellare; quando lo zucchero è sciolto spegnete la fiamma e fate raffreddare.
Per questo passaggio io utilizzo una caraffa capiente, metto una garza nel colino e filtro l’alcool poi ci verso dentro lo sciroppo oramai freddo e mescolo molto bene, alla fine aiutandomi con un imbuto verso il composto nelle bottiglie, chiudo bene e metto a riposare per altri quattro mesi al buio e al fresco in cantina.

Piccole curiosità tradizionali
Le noci per il nocino venivano raccolte la notte di San Giovanni dalla donna più esperta del paese che si arrampicava scalza sul noce e le sceglieva con cura raccogliendole senza utilizzare alcun utensile di metallo che avrebbe fatto ossidare il mallo facendo prendere un cattivo gusto al nocino.
Dopo di che le noci venivano distese e lasciate a prendere la rugiada del mattino a giorno fatto venivano lavorate per prima cosa venivano strofinate per asciugare l’ultima umidità e togliere le impurità ma non lavate sotto l’acqua per non eliminare i ‘poteri’ della rugiada.

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