Questo è il tempo del secondo raccolto e della gratitudine, il Dio morente sta lasciando il suo regno e la Dea ci delizia con i suoi ultimi doni. Dopo questo giorno le giornate si accorciano visibilmente.

Anche se la vita frenetica di oggi ci impone di accelerare i ritmi con la ripresa delle solite attività; dovremmo fermarci a render grazie per i doni ricevuti nella metà luminosa dell’ anno e prepararci a immergersi nella metà buia.

Sicuramente, avrai messo a dimora nuovi progetti e nuovi sogni all’inizio dell’ anno, ed è il momento di ringraziare per ciò che si sta realizzando. È anche il momento per un esamino di coscienza, se non ci sono stati i frutti sperati non sempre è colpa della sfortuna; forse non ti sei impegnato abbastanza.

Nei campi la vendemmia è quasi terminata, in questo periodo abbondano le fiere e le feste in onore dell’ uva e del vino. Un pallido riflesso delle feste dedicate a Bacco. Si raccolgono gli ultimi frutti di bosco, una volta c’era l’abitudine di lasciare parte dei frutti sulla pianta, in dono agli spiriti dei boschi.

Cose da portare nel luogo della celebrazione

  • Sale benedetto e ciotola
  • Acqua benedetta e ciotola
  • Incenso e incensiere
  • Candele per l’altare e porta candele
  • Strumenti
  • Cibo e bevande per il banchetto

Idee per le decorazioni e gli incantesimi

I colori che dominano questo periodo sono i rossi, i bruni e i bordeaux tipici dell’ autunno.

In questo periodo io utilizzo una miscela di olibano, mirra e bacche di ginepro, per profumare i rituali e la casa.

Per decorare la casa e l’altare trovo siano perfette le foglie secche, l’edera, le castagne e le ghiande tra i fiori si trovano ciclamini e i primi crisantemi, oltre all’erica che inizia il suo periodo di fioritura in autunno, per restare fiorita per tutto l’inverno.

La tavola di Mabon trabocca delle ultime verdura e frutta fresca, uva e fichi abbondano insieme alle prime zucche.

È un tempo propizio per gli incantesimi di prosperità, protezione e ringraziamento.

 

Il rituale si apre sempre con le stesse tappe:

  • Purificare il luogo passando la scopa della strega.
  • Preparazione dell’ altare. Non dimenticare di abbellirlo con foglie e uva.
  • Pulizia e purificazione personale.

Dopo aver chiuso il cerchio e chiamato le divinità, accendo una candela bianca e una nera, esattamente uguali (se non ho tempo di crearle uso anche due tealight).

“Eccomi qui al tuo cospetto in questo giorno di equilibrio fra luce e ombre, fa che ci sia equilibrio nella mia vita.
Fa che io possa imparare dagli alberi, che per superare il freddo inverno smettono di nutrire le loro chiome e attendono il ritorno del calore.
Dammi la saggezza per scegliere cosa non nutrire per poter continuare a crescere e dare frutto, concedimi un abbondante raccolto per poter poi riposare e comprendere la lezione di questa stagione di lavoro.”

A questo punto su di un foglio scrivo in cima “Grazie” e sotto aggiungo tutto ciò che ho avuto, e ciò che ho lasciato in questo anno.

Lo piego e lo metto nel piatto delle offerte.

Benedico il cibo, ne posiziono una parte nel piatto sopra il foglio.

Ne prendo un morso e un sorso simbolico, poi il resto del cibo lo consumerò con la mia famiglia, come sempre.

Apro il cerchio e porto l’offerta all’ esterno per seppellirla in giardino.

Tratto da “Appunti di una strega di città: Primi rituali”