La fiaba di stasera ci porta in Persia…

Una volta il califfo Mutasim ordinò di decapitare un criminale. Il malfattore, rotolando nella polvere ai piedi del califfo, lo supplicò:
“Per amore di Dio e del suo profeta, sii misericordioso, concedimi una coppa d’acqua e dopo avere appagato la mia
sete farai di me tutto ciò che vorrai.”
Mutasim, impietosito, comandò che dessero da bere al condannato per esaudirne l’ultimo desiderio. Dopo aver
bevuto il condannato secondo l’usanza araba proclamò:
“Che Dio ti renda grazia, o principe dei credenti. Ora con questa coppa che mi hai offerto sono diventato tuo
ospite! Se è d’uso uccidere un ospite ordina di farlo; altrimenti accordami l’indulto, affinché possa pronunciare ai tuoi piedi le parole del perdono.”
Il califfo dovette ammettere che la consuetudine imponeva il rispetto inviolabile per l’ospite e gli disse:
“È vero, l’ospite è sacro, perciò ti assolvo. Prometti però di non macchiarti più di delitti.”
E dopo l’atto di penitenza lo mise in libertà.