Stasera il nostro racconto arriva dalla lontana Svezia e ci narrerà le gesta e le piccole bugie della ragazza che filava l’oro dalla paglia.

C’era una volta , molto tempo fa, una vecchina che aveva una figlia davvero pigra: La povera vecchietta non sapeva più come fare per fa lavorare la bellissima ma pigrissima figliola, chiese consiglio alle comari che le consigliarono di metterla a filare sul tetto, così per la vergogna di esser vista avrebbe lavorato.
Così la vecchina prese coraggio e le disse “Senti figlia mia prendi tutto e va lassù sul tetto a filare, così alla luce lavorerai più svelta”
La fanciulla obbedì, ma anche lassù sul tetto non lavorò molto.
Il caso volle che passò di lì il figlio del re, e rimase affascinato dalla bella fanciulla, ma anche sconcertato dal fatto che filasse in un posto così insolito.
“Mi dica, perché la ragazza sta filando…sul tetto?” chiese alla vecchietta
La vecchia rispose con una punta di sarcasmo: “La mia figliola è così brava da filare la paglia e cambiarla in oro. Le ho detto di mettersi lì in modo che tutti potessero ammirare tale prodigio”
Il principe, non capendo il sarcasmo, prese alla lettera la frase della vecchia signora e restò molto colpito dalle capacità della ragazza. “Se è così brava deve assolutamente diventare la mia regina” disse il principe ed ordinò alla fanciulla che lo seguisse.
Una volta a palazzo venne fatta accomodare nella sala delle ragazze, gli fu portato il fuso ed un mucchietto di paglia, per testarne l’abilità. Quando rimase sola la fanciulla si sciolse in un pianto disperato e fu allora che entrò nella camera un nano vecchio e deforme, “cos’ ha mai da disperarsi una così bella fanciulla?” La ragazza si asciugò gli occhi e tra i singhiozzi gli disse ” E ne ho ben donde, il principe vuole che io fili l’ oro dalla paglia, ma è chiaro che non potrò farlo e domani ne andrà della mia giovane vita” Il nano la guardò e valutò che era davvero bella e avrebbe voluto averla per se ” Senti ragazza mia voglio aiutarti, ti darò questi guanti che ti permetteranno di filar l’oro, domani sera tornerò a prenderli. Però se tu non mi dirai il mio nome, mi seguirai come mia sposa”
La fanciulla disperata accettò senza remore l’accordo, mise i guanti e filò tutta la paglia tramutandola in fine oro.
Grande fu la gioia nel palazzo, visto che il principe aveva scelto una sposa tanto bella e capace ti tali prodigi; ma più si avvicinava la sera più la ragazza si rabbuiava. Dopo cena il principe volle rallegrarla con un racconto:
“Mia amata, oggi nel bosco ho fatto un incontro assai buffo.
Vi era un nano che cantava girando in tondo.
-Oggi il miglio raccoglierò,
domani mi sposerò
La fanciulla mai dirà,
il mio nome tra là là.
Tittelo, il mio nome non sapà,
mi chiamo Tittelo tra là là-
Dimmi cara se non lo trovi assai buffo?”
La ragazza rise di gusto e si fece raccontar nuovamente tutto dal principe per non scordare il nome.
Quando la sera fu tarda, e la ragazza già ritirata nelle sue stanze; riapparve il nano raggiante.
Allora la ragazza gli restituì i guanti e gli disse
“Grazie caro Tittelo, domani sarò regina”
Il nano sparì all’ istante e mai più si fece rivedere.
E fu così, per opera di fortuna che la pigra ragazza divenne una gran regina.