Quando alla fine del XVII secolo si stabili’ a Roma la regina Cristina di Svezia, non fu’ solo fondata l’Arcadia, ma si costruì all’Illustre convertita una cerchia di ermetici e di alchimisti.
Luogo abituale dei loro “incontri” era la villa del marchese Massimiliano Palombara, e sul giardino si apriva la Porta Magica, testimonianza compiuta delle conoscenze alchemiche ed ermetiche di questi studiosi romani.
Ora la porta è visibile nel giardino di piazza Vittorio Emanuele, la cosiddetta piazza Vittorio (quartiere praticamente attaccato alla stazione termini).
Nelle descrizioni che seguono cercherò di descrivere al meglio la porta “dividendola” tra Frontone, architrave, stipiti, soglia e gradino.

Il frontone della Porta Magica 

I due triangoli sovrapposti con vertici l’uno in alto e l’altro in basso, che vengono a costituire il profilo di una stella a sei punte, sono il sigillo di Salomone e rappresentano l’equilibrio dei movimenti.
Il circolo in cui il sigillo di Salomone è iscritto, è il simbolo della perfezione divina. La scritta sulla circonferenza dice: centrum in trigono centri, cioè il centro è nel triangolo del centro.
Naturalmente il triangolo è il simbolo della trinità.
Un’altra scritta dice:

Tria sunt mirabilia
Deus et homo
mater et virgo
trinus et unus

(tre sono le cose meravigliose o miracolose: Dio e uomo, madre e vergine, trino e uno).
Secondo vari studiosi altre triadi fondamentali sono:
Dio, uomo, natura; provvidenza, volontà destino; spirito, anima, corpo; zolfo, mercurio, sale; virile, femminile, stabile.

Gli stipiti della Porta Magica 

Qui si distinguono perfettamente i segni astrologici.
Sotto il segno di Saturno è scritto:

Quando in tua domo
nigri corvi
parturient albas
columbas
tunc vocaberi
sapiens

Quando nella tua casa zolfo, mercurio e sale vengono condotti a putrefazione nell’atanor (fornello alchimistico) e depositano le loro scorie (come corvi neri) ne nasce la loro quintessenza o parte volatile o lunaria: le colombe bianche. Allora tu avrai raggiunto la saggezza.
Sotto il segno di Giove e’ scritto:

Diameter sphaerae
thau circuli
crux orbis
non orbis prosunt

Il diametro della sfera (la sfera tagliata al diametro), il circolo del thau (la T iscritta nel circolo), la croce del globo non giovano ai ciechi e ai non iniziati.
Sotto il segno di Marte è scritto:

Qui scit
comburere aqua
et lavare igne
facit de terra
coelum
et de coelo terram
pretiosam

Chi sa’ bruciare con l’acqua e lavare col fuoco fa’ cielo della terra e fa del cielo cosa preziosa.
Ecco una breve spiegazione di Elèmire Zolla:
Si designa così il momento del rovesciamento, per l’ira marziale, il ferro e la spada vengono usati contro i movimenti naturali dell’uomo, cioè ci si purifica con un lavacro di fuoco; d’altra parte si ammolliscono con l’acqua, fino a decomporli, i movimenti naturali di esultanza umana, cioè li si brucia con lacrime. A questo modo, usando degli impulsi l’uno contro l’altro, si fa’ del cielo la terra e della terra il cielo, si ristabilisce in terra l’ordine celeste.
Sotto il segno di Venere è scritto:

Si feceris volare
terram super
caput tuum
eius pennis
aquas torrentum
convertes in petram

Se ti fai volare la terra sopra la testa, con le sue penne convertirai in pietra le acque dei torrenti.
Qui il senso è chiarissimo: volatilizzando lo zolfo, mercurio e sale, le loro penne (i loro vapori)
convertiranno tutti i minerali in pietra argentata, cioè in cristallo: nella loro fluidità troverai un punto d’appoggio. (porsi la terra sopra la testa, vuol dire capovolgere i propri movimenti naturali).
Sotto il segno di Mercurio e’ scritto:

Azot et ignis
dealbando
latonam veniet
sine veste dianam

Quando l’azoto e il fuoco imbiancano Latona, Diana viene senza veste.
Latona è il mercurio che, col fuoco e con l’azoto (etere) si purifica: la purificazione del mercurio è simbolo della purificazione dell’anima che alla fine appare senza scorie (senza vesti) come lo zolfo bianco. Lo zolfo bianco è la luna o Diana.
Sotto il segno del Sole è scritto:

Filius noster
Mortuus vivit
rex ab igne redit
et coniugio
gaudet occulto

Il nostro figlio morto vive, torna dal fouco Re, e gode del congiungimento occulto.
Tocchiamo qui il punto chiave dell’alchimia, quello che fece favoleggiare il popolo di una materialistica ricerca dell’ oro: se si compiono le nozze della luna intellettuale col sole, cioè col cuore umano dopo che questo è stato consumato, fatto putrefare, staccato dalla carne e infine rinato e diventato re, padrone di ciò che prima lo irretiva, allora si ottiene lo zolfo rosso o sole o oro, che accoppiato o proiettato in qualsiasi metallo lo trasforma in oro.

La soglia della Porta Magica
Sulla soglia è scritto:

Si sedes non is

Questa affermazione appare chiara ” se siedi, non vai”; non dimentichiamo che le parole latine posso essere lette anche da destra verso sinistra, in tal caso significano: se non siedi, vai.

L’architrave della Porta Magica
sull’architrave, in mezzo a vari simboli, è scritto:

Horti magici ingressum hesperidum
custodit draco et sine alcide
colchidas delicias non gustasset
jason.
Che pressappoco significa: un drago custodisce l’ingresso del giardino magico delle esperidi e, senza l’Alcide (Ercole), Giasone non avrebbe degustato le delizie colchiche (della colehide).
Secondo tradizione, il vello d’oro della colcheide era un testo egizio di alchimia; Ercole e’ figlio di Dio e rappresenta la sapienza; Giasone è l’uomo che cerca la liberazione.

Il gradino della Porta Magica

Ai due lati di un segno molto complesso sta scritto:
Est opus occultum veri
sophi aperire terram
ut germinet
salutem pro populo
È opera occulta del vero saggio aprire la terra affinché generi salvezza per il popolo. Naturalmente con popolo si intendono gli iniziati.