[…] E come indelebile il ricordo della profezia del piombo, del piccolo pezzo di piombo fuso che si getta nell’acqua e che rappigliandosi, ci indica, con un segno visibile, quale sarà la nostra sorte! Quanti palpiti, quante ansie, intorno a quel minuscolo getto argentino, che si precipitava nell’acqua fischiando; intorno a quel bizzarro grumo di piombo, nelle cui figurazioni strane, ora lisce e rotonde come un ginocchio, ora frastagliate e contorte come un cespuglio, credevamo di leggere tante cose, d’indovinare tanti destini! Bizzarra pur poetica leggenda!
Tutte le fanciulle, stasera, ricorreranno ad essa; tutte le fanciulle, quest’anno come meglio altri anni, con fede ostinata, chiederanno al piccolo pezzo di piombo il segreto della loro felicità. E il Lohengrin atteso, il cavaliere sognato, verrà, attraverso le bizzarre ramificazioni del piombo, e il loro cuore sussulterà, stasera, e i loro sogni saranno popolati dalle più dolci visioni… Ogni anno con la stessa fede! E i trecentosessantacinque giorni passano, e tanti sogni cadono, dell’anima triste, e tante amarezze novelle sopraggiungono è la profezia della Notte di San Giovanni, l’ancora che presagiva un marinaio, il libro presagiva uno scrittore, la tavolozza un artista, restano una menzogna in più. […]

Tratto da un piccolo componimento poetico contenuto nell’ “Archivio per lo studio delle tradizioni popolari anno 1903”