«Suzanne non sei ancora pronta? Dai sono stufa di aspettare.»

Suzanne sospirò all’ennesimo richiamo di Emily «Arrivo, solo un attimo!»

Emily si lasciò cadere sul divano, scelta infelice vista la leggera nuvola di polvere che si alzò di cuscini consunti, soffocando la tosse aprì il libro che si era portata in previsione della serata. “Come diventare una Strega in 13 comode lezioni.”

«Suzanne sbrigati, questa è la notte perfetta per la nostra iniziazione. Non vorrai dover attendere un altro anno?»

«Emily sto arrivando, solo il tempo d’infilarmi il vestito. Hai preparato tutto?»

«Certamente» Rispose pronta Emily accarezzando la sua borsa di velluto nero, che conteneva tutto il necessario per il rito della notte, candele, incensi, coppa, coltello e vino. «Hai scelto se bosco o cimitero?»

«Emily, meglio il bosco. Stanotte al cimitero sarà pieno di spostati.» Affermò Suzanne facendo la sua apparizione sulla porta, indossava un abito nero lungo fino ai piedi, i capelli erano sciolti e al collo portava una collana in cui faceva bella mostra di se un pentacolo.

«Wow, sei uno schianto! Sembri già una perfetta strega.» Disse Emily osservandola, Suzanne squadrò l’amica notando le calze a rete e la minigonna abbinate a un giubbino di pelle, per non parlare del trucco pesante, che l’amica amava tanto.

«Tu invece sembri uscita da un film » Le rispose ridendo «Siamo certe di farlo?»

«Oh sì amica mia, oramai non si torna più indietro. Diventeremo delle vere streghe e poi nessuno potrà più fermarci.» Afferrò la borsa e si avviò verso la porta. «Che fai non vieni?»

L’auto di Suzanne fece un paio di sbuffi e si rifiutò di partire «Emily che dici? Che sia un segno della Dea? Forse è meglio non andare… È proprio necessario farlo a Halloween con tutti gli stramboidi che girano indisturbati?» Il volto di Suzanne lasciava trasparire l’ansia che la stava divorando.

«Senti se non lo vuoi fare dillo subito, che io vado anche da sola. Ti pensavo più coraggiosa cara la mia streghetta del sabato sera.» Fu la risposa irosa di Emily, stava per scendere dall’auto quando l’amica con un sospiro la fermò.

«Dai gattina, ritira gli artigli. Certo che voglio farlo. Proviamo un’ultima volta a far partire questo catorcio, poi in caso prendiamo la tua moto, ok?»

Suzanne ed Emily posarono le mani sul cruscotto dell’auto e ridendo esclamarono «Per il seme e per la foglia… ‘Ammasso di ferraglia’, corri lesta ancora per miglia altrimenti sarai del primo che ti si piglia!»

Suzanne afferrò il volante e girò per l’ultima volta la chiave, la macchina si lamentò come un animale in agonia ma incredibilmente partì, «E brava ‘Ammasso di ferraglia‘, come sempre ti basta qualche minaccia per metterti in moto.» Suzanne uscì con attenzione dal parcheggio, le strade si riempirono velocemente di bambini intenti a far dolcetto o scherzetto; ma presto si lasciò alle spalle le luci della città e si inoltrò nel bosco, fino al belvedere dove tante volte si erano appartate insieme per scoprire i loro punti più sensibili; ma non stanotte, questa era la notte in cui avrebbero acquisito i “poteri”.

Suzanne parcheggiò l’auto nel punto più vicino al bosco, il belvedere era stranamente deserto e tutto ciò aumentava la sensazione di pericolo che si era annidata in lei giorni prima, Emily invece sembrava entusiasta come un bambino al luna park.

«Dai Suzanne sbrigati. La mezzanotte è vicina.» Emily correva veloce lungo il sentiero che portava a una radura poco distante, quando Suzanne la raggiunse era già tutto pronto.

«Emily è tutto così magico» Suzanne ammirava la piccola radura illuminata dalle lanterne appese ai rami bassi dei vicini alberi, grossi sassi bianchi creavano un cerchio perfetto al centro della radura al centro del cerchio faceva bella mostra di sé un calderone e un grosso libro, la sua amica l’attendeva vicino a una pietra che era stata leggermente spostata per creare un passaggio aveva una mano un pugnale che le puntò al cuore recitando la domanda di rito. «Entri nel cerchio con il cuore puro e con amore?» Suzanne sorrise rispondendo. «Entro con perfetto amore e piena fiducia nelle mie sorelle», detto questo si chinò a sfiorare le labbra di Emily prese il pugnale e fece la stessa domanda all’amica.

Le due amiche si stavano preparando a compiere il rito che le avrebbe finalmente tramutate in streghe, quando sì alzò il vento e dal bosco apparve un gruppo di giovani uomini che si avvicinavano ridendo con disprezzo. Le ragazze ammutolirono sorprese ma Emily si riprese subito e, facendo attenzione a non uscire dal cerchio, si parò davanti al ragazzo più alto che aveva l’aria di essere il capo. «Non potete farci nulla! Nel cerchio siamo protette dalla Dea Madre e dal suo Consorte; non potrete profanare il loro tempio.»

Il ragazzo la guardò con scherno, allargando le braccia chiamò a sé il resto della combriccola «Avete sentito la fanciulla? Pensa di poter fermare Lucifero con un po’ di sassolini.» Rise mentre allargava un bel paio di ali «Pensano di poter fermare il preferito tra gli angeli. Povere illuse, la vostra fine è segnata, non si dovrebbe giocare con ciò che non si conosce.» Batté le mani e tutto si fece buio, l’ultime parole che le due ragazze sentirono furono quelle dell’ angelo caduto che si complimentava con i compagni. «Altre due anime rubate al grande capo. Ora appartenete a me.» E poi il nulla…

Il capo della polizia arrivò alla radura il mezzogiorno successivo e trovò le due ragazze abbracciate prive di vita, sui loro corpi non c’era alcun segno di violenza.

«Almeno non hanno sofferto» Brontolò tra sé mentre afferrava il telefono per chiamare il resto della squadra «Sì, sono Alister. Le ho trovate, venite alla radura Nord. Sì, portate i sacchi; sono solo altre due vittime della notte dei fantasmi.»

Racconto di Lily Luinel