La festa di S.Giorgio, il Gurgevdan, pronuncia: Giurgevdan, è la più importante celebrazione religiosa dei popolo zingaro dei Balcani. Una festa di serenità ed allegria, per stare assieme e sviluppare relazioni di comunità così importanti in queste popolazioni. La purificazione, gli auguri, i vestiti nuovi, il pranzo e la musica sono ripresi da una cultura contadina come auspicio per l’arrivo della primavera.
La festa cristiana di S. Giorgio è il “tramutato” di Erdelezi, una festa pagana che segnava l’inizio della primavera e che cadeva circa 40 giorni dopo l’equinozio della stessa. Erdelezi si pronuncia nei Balcani in una varietà incredibile di modi: Herdeljez, Hidrellez. Il 6 di maggio è anche il “Baktalò dives”: il giorno dei saluti.
Ogni anno, il 6 maggio, al campo tutti si svegliano all’alba e vanno a una sorgente in montagna. Le donne raccolgono fiori e portano con sé delle uova sode conservate dal giorno di Pasqua. Arrivati alla sorgente, spargono i fiori seguendo un’antica tradizione e fanno il bagno nell’acqua limpida e profumata passandosi l’uovo sul corpo per tenere lontano le malattie. Parte di quell’acqua viene portata al campo per chi non è potuto salire alla sorgente. Tutti indossano abiti nuovi e particolarmente belli e lucenti sono quelli delle donne. Si cuoce la pecora all’aperto su grandi spiedi oppure in forno, e si mangia insieme alla pita, una focaccia con carne e cipolla, e ai dolma, verdure ripiene di riso. Non si inizia a mangiare se non c’è almeno un ospite. Dopo il pranzo si canta e si balla fino alla mattina dopo e la notte è illuminata dai falò e dai fuochi d’artificio. L’uovo, l’acqua, i fiori sono elementi presenti nella festa di S. Giorgio, che si ritrovano anche in altre tradizioni in occasione di feste e riti religiosi.

 

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