Le sue origini sono antiche e incerte, ma sono precristiane. Brigid è la dea celtica del fuoco e della luce, e viene venerata proprio a Imbolc (31 gennaio – 2 febbraio) perché porta la luce che finalmente vince il buio dell’inverno, permettendo alla primavera di cominciare di nuovo a farsi spazio. La luce e il calore sciolgono le nevi, fanno sbocciare i primi fiori. La croce di Brigid ha quindi una connessione chiaramente solare. I bracci di cui è fatta sono i raggi di luce che rappresentano la vita e le quattro stagioni, oltre che richiamare la bandiera dell’Ulster, una delle quattro contee d’Irlanda. La croce racchiusa dal cerchio, il simbolo della ruota che riporta a fasi alterne la luce e le tenebre nello scorrere del tempo.
Imbolc, festività di luce, era considerata dai celti l’inizio della primavera. È uno dei momenti dell’anno in cui la luce e le tenebre sono al pari. Il nome stesso della festività significa “Nel Grembo” e rappresenta il seme, che rimane sepolto sotto la neve (che, nonostante il freddo lo protegge) e che, con l’arrivo della luce, portato da Brigid, germina e germoglia in una nuova vita. I celti infatti credevano che le cose più sacre avessero inizio nei luoghi più scuri e nascosti (esattamente come il grembo materno).
La croce, quindi, simbolo solare, è sacro alla dea stessa portatrice del fuoco e della luce. Brigid, il cui nome deriva dalla parola gaelica “brig” che significa “altezza era nota in molti luoghi con nomi diversi. I britanni la conoscevano come Brigantia, i galli come Brigindu. L’associazione etimologica che è possibile trovare riguardo a questo nome ci riconduce alle colline e ai monti, e a quanto ho scoperto, sembra che anche la città di Brescia porti un principio etimologico (briga) nel suo antico nome: “Brixia”, un’altra delle eredità dell’invasione dei celti durante il quarto e il sesto secolo avanti cristo.
Quando la cultura cristiana si scontrò contro quella pagana, in alcune occasioni ci fu una vera e propria “fusione” delle due tradizioni. Il caso della croce di Brigid è uno di quelli.
I cristiani parlano di una figura (che secondo alcuni non è nemmeno esistita) di una donna nota come Santa Brigida, che possedeva poteri di guarigione pressoché straordinari e che visse tra il 450 e il 520 d.c. nel villaggio di Kildare, fondato da sole donne. La prima apparizione della croce di Brigid avviene in un episodio singolare, in cui un capo villaggio ancora pagano, ormai in procinto di morire, viene avvicinato dalla Santa su ordine dei familiari ormai convertiti. La donna, trovandolo in delirio al suo arrivo, non può sperare di aiutarlo ad abbracciare il Cristo. Perciò, rimanendo al suo capezzale, raccoglie i giunchi e la paglia sparsa a terra (utile alla pulizia e per evitare l’escursione termica) e comincia a intrecciarli formando una croce. In un momento di lucidità, il morente, osservandola nel suo lavoro, si lascia convertire e battezzare prima di morire. Da quel momento la croce di Brigid è un simbolo tipico irlandese.
Nella tradizione, la croce di Brigid veniva appesa nelle case per proteggerle dal fuoco e per tenere lontano il male. La si usava per una particolare benedizione della casa in cui veniva creata una croce per ogni stanza e che veniva svolta muovendosi attraverso l’abitazione con una candela accesa e invocando la benedizione della dea. Il tutto finiva in cucina, dove ha sede il focolare e dove cuciniamo e ci nutriamo
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