Il Malocchio affonda le sue origini nell’antichità, si trovano cenni dell’ ‘occhio invidioso’ già nell’ Antico Egitto, tra i popoli della Mesopotamia e nell’Antico Testamento; ma nonostante i grandi progressi medici e scientifici ancora oggi il Malocchio è spesso nominato come causa di qualsiasi forma di sfiga, sfortuna o malattia.
Sarò sincera spesso si rivolgono a me persone certe di avere il malocchio ma parlandoci si capisce subito che sono persone che si attirano da sole le loro sfortune, parlano sempre negativamente di tutto spesso sono piene di livore e rabbia inespressa e sopra ogni cosa non vogliono prendersi la responsabilità delle loro azioni spesso non lodevoli o amorevoli.
Quindi prima di pensare che qualcuno vi abbia lanciato il malocchio fatevi un esame di coscienza obiettivo, forse è solo sfiga.

Vediamo i sintomi del malocchio:

– Mal di testa penetrante e che non passa con i medicinali.
– Inappetenza.
– Dimagrimento improvviso.
– Stanchezza cronica.
– Una serie di sfortunati eventi.

Sfiga a parte, tutti gli altri possono essere campanelli d’allarme di qualche malattia del fisico anche seria, quindi prima di rivolgervi a una Strega andate da un medico, se il medico non trova nulla si può tentare la strada della stregonerie e del folklore.

Come si vede se c’è o no

Ci sono molti metodi che cambiano a seconda della regione a volte variano da paese a paese.

Metodo del bicchiere con il sale

Consiste nel creare una soluzione acquosa satura di sale in un bicchiere o in un contenitore metallico, riporre il contenitore in una stanza, sotto il letto per un tempo che va da un mese a 15 giorni, se il sale cristallizza e risale le pareti (e lo farà) siete piene di negatività.
Spopola nei gruppi e sulle pagine di Facebook ma ve lo dico è una cavolata, il sale che risale le pareti è una normale e semplice reazione chimica. Lasciamo che questa eredità dei truffatori del passato cada nell’oblio.

Metodo del bicchiere con acqua, sale e aceto.

È un metodo simile al precedente solo che in questo caso da delle misure precise, si divide il bicchiere in tre part e dentro ci va una parte di sale, una di aceto di vino, una di acqua ed ancora più certo che il sale risalirà le pareti a causa della reazione chimica.

Il piattino con la croce di sale

Questo è sia un metodo per vedere se c’è il male che per ‘sconfiggerlo’.
Consiste nel prendere un piatto di ceramica preferibilmente nuovo e bianco, lasciarci cadere del sale esorcizzato o consacrato sopra a formare una croce, lo si mette sotto al letto e se dopo qualche notte (anche qui il tempo varia da pochi giorni a un mese) il sale si è parzialmente sciolto o compattato ha assorbito il malocchio, va buttato e va messo del sale nuovo fino a che non si trova il sale intatto.
Anche in questo caso è semplice reazione chimica il sale attira l’acqua presente nell’aria e si lega a essa sciogliendosi in parte o completamente, in questo caso quello che vi serve è un deumidificatore non un rito per il malocchio.

Sale e alcool

Questo metodo è da reparto grandi ustionati.
Consiste nel mettere del sale grosso in un contenitore metallico, spruzzarci sopra dell’alcool e dargli fuoco, c’è chi dice che con l’alcool va fatta una croce sul sale, se il sale viene scuro hai il malocchio se resta bianco non lo hai.
Se non ti ustioni e non dai fuoco alle tende sei fortunato.

Alcool e sale

Questo è proprio da pazzi, si prendono 27 grani di sale e si mettono in una ciotola di metallo (alcuni dicono ceramica il che è anche peggio) ci si versano sopra sette cucchiai di alcool e si da fuoco al tutto, se il sale scoppietta c’è il malocchio altrimenti solo un incendio… No davvero non fatelo è pericoloso e senza nessun fondamento folkloristico.

L’uovo nel bicchiere

Si prende un uovo, lo si passa sul corpo della persona che si sospetta che abbia il malocchio e puoi lo si rompe in un bicchiere di acqua fredda, l’albume sale verso la superficie e a seconda di quante bolle d’aria si formano o dalla grandezza delle bolle si decide se c’è energia negativa o meno. C’è anche chi interpreta quante ‘punte’ di albume si formano durante la notte.

Questo metodo nasce dalla storpiatura di una tradizione contadina che serve a predire se il raccolto sarà buono o meno, ci sono delle variazioni di data tra le varie regioni, nella mia zona (Veneto – Lago di Garda) si fa il ‘Veliero di San Giovanni’ la notte del 24 giugno, in altre zone si parla della ‘Barca di San Pietro’ e si fa il 29 giugno. Io vi parlerò del Veliero di San Giovanni il 24 sera si prende un bottiglione capiente e si riempie di acqua di fonte (quindi freddissima) si aggiunge un albume e si sdraia il bottiglione che va posizionato su un davanzale. La mattina si guarda se si è formato il veliero, più vele ci sono migliore sarà il raccolto.

Togliere/diagnosticare il malocchio con acqua e olio

Questo metodo ha molte variazioni su metodi, orazioni e interpretazioni, anche questo metodo come quello del bicchiere con acqua e sale ha una spiegazione logica nella chimica ma ne parleremo un’altra volta perché a differenza dei metodi citati sopra questo affonda le sue radici nel folklore.

Prima variante:
Per il rito si avvale di acqua, olio e una candela benedetta: si mette l’acqua in un piatto, si accende la candela, poi la persona che abbia il sospetto di essere stata colpita dal malocchio, tocca con la mano sinistra il piatto contenente l’acqua e con la destra la spalla dell’operatore che nel mentre traccia il segno della croce sulla fronte della persona colpita e un altro poi sul piatto con l’acqua. Terminati i segni della croce la persona colpita può togliere le mani dal piatto e dall’operatore.
L’operatore a questo punto prende la brocchetta con l’olio e fa cadere una prima goccia nell’acqua: se la goccia non resta compatta ma si sbriciola tendendo a mescolarsi con l’acqua è già segno certo che la persona è colpita da malocchio o invidia.
Si lasciano cadere quindi altre due gocce d’acqua: nel caso confermassero il risultato di prima, ossia le gocce d’olio sembrano sparire nell’acqua si può procedere alle orazioni e formule per “togliere” il malocchio.
In genere è molto usata questa antica orazione che va fatta tra i segni della croce:

“Oh padre potentissimo! Oh madre la più tenera delle madri!
Oh esemplare ammirabile della materna tenerezza! Oh figlio, fiore dei figli! Oh forma di tutte le forme!
Anima, spirito, armonia di tutte le cose. Conservateci, proteggeteci, guidateci, liberateci da tutti gli spiriti maligni che ci assediano continuamente senza che noi lo sappiamo. Amen ”

Dopo qualche minuto si può intravedere nel piatto che le gocce di olio hanno preso o la forma di un cerchio oppure a bastoncino: nel primo caso il malocchio è stato fatto da una donna, nel secondo caso è stato fatto da un uomo. Subito dopo seguono altre preghiere per liberare la persona colpita dal malocchio. Spesso non bastano le prime tre gocce per diagnosticare il malocchio e ne vanno versate altre tre, in questo caso anche se le ultime gocce confermassero il malocchio si dice che è una forma lieve d’invidia.

Seconda variante:
L’inizio è identico alla prima variante ma poi si versano 5 gocce nell’ acqua e si devono bruciare con lo stoppino della candela benedetta, se quando si avvicina la candela l’olio scappa formando un anello va bruciato tutto perché negativo, come tute quelle gocce che prendono forme strane espandendosi nell’acqua. Se quando bruciano friggono e sfrigolano è un buon segno, se invece bollono senza far rumore sono molto negative.

Terzo metodo:
L’antica formula per scacciare il malocchio, usanza ancora in pratica in qualche paese della Sicilia:
Prima di pronunciare l’orazione del malocchio si recita la preghiera Cattolica del Credo.
Poi viene recitata la formula del malocchio:
“In nome di lu patri, di lu figghiu e di lu spiritu santu Ti parru cu prutesta occhi bruttu Ti scunciuru pi patti di Dio e di Maria e di la Santissima Trinità, si… (si dice il nome della persona a cui si sta togliendo il malocchio) avi u malocchio a mari mi sinni va.
Scunciuru la ‘nvidia, scunciuru lu mummuru, scunciuru lu malocchio, scunciuru li malilingue, scunciuru la jettattura, scunciuru la mavaria, io ti scunciuru pi patti di Dio e di Maria e di la Santissima Trinità, si … avi u malocchio a mari mi sinni va.
Cincu foru chi ti vittunu, quattru foru chi ti ducchiaru, tri foru chi ti luvaru U Patri, u figghiu, u Spiritu Santu e la Santissima Trinità, si… avi u malocchio a mari mi sinni va.
Fora malocchio intra Maria, fora malocchio intra Maria, fora malocchio intra Maria, fora malocchio intra Maria.”

Traduzione: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo Ti parlo con disprezzo occhio brutto Ti scaccio in nome di Dio e di Maria e della Santissima Trinità, se …ha il malocchio che vada a finire in mare.
Scaccio l’invidia, scaccio i mormorii, scaccio il malocchio, scaccio le malelingue, scaccio la jettatura, scaccio la mavaria, io ti scaccio in nome di Dio e di Maria e della Santissima Trinità, se …ha il malocchio che vada a finire in mare. Cinque sono stati che ti hanno visto, quattro sono stati quelli che t hanno adocchiato, tre sono stati quelli che ti hanno scacciato. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e la Santissima Trinità, se …ha il malocchio che vada a finire in mare.
Fuori il malocchio dentro Maria, fuori il malocchio dentro Maria, fuori il malocchio dentro Maria, fuori il malocchio dentro Maria.”

Mentre si pronuncia l’ultima frase si lasciano cadere dal dito mignolo 4 gocce di olio a forma di croce, dentro un piatto riempito d’acqua. Se le gocce di olio si allargano significa che c’era il malocchio, se le gocce restano ferme non c’era nessuna jettatura. Una volta finita l’orazione, in presenza di malocchio, il piatto viene lasciato a riposare per un paio d’ore, di modo che l’olio di possa allargare del tutto nel piatto, poi il contenuto viene buttato nello scarico in modo che possa finire in mare e disperdersi.

Quarto metodo:
In un piatto bianco si mette acqua pulita, si fa il segno della croce sul piatto e poi si fanno cadere sette gocce di olio nel piatto, se le gocce si uniscono e formano un’unica goccia il mamolcchio non c’è altrimenti se si disperdono o allargano sull’acqua il malocchio è presente. Si può ripetere per un massimo di sette volte

Quinta variante:

Si fanno cadre dieci gocce di olio nel piatto ad ogni goccia si recita un ave maria, il malocchio è sconfitto solo quando le gocce scompaiono.

Sesto metodo:

Nella zona di Frosinone la segnatrice fa con il pollice destro il segno della croce sulla fronte del sofferente e recita:

“Signo in nome di Maria, chistu male se ne va via!
Signo in nome di Gesù, chistu male se ne va giù!
Signo in nome della Santissima Trinità,
Chistu male se ne va in santità!”

Dopo aver recitato la preghiera bagna il polpastrello del mignolo destro nell’olio e lascia cadere una goccia nel piatto, se la goccia si allarga c’è il Malocchio e va ripetuta la procedura fino a che non resta la goccia compatta.

Scoprire se c’è il malocchio con l’uovo

Questo metodo me lo mostrò una zingara (per la precisione una Sinta), si prende un uovo e si passa sul corpo della persona da controllare, poi si rompe l’uovo se nel tuorlo c’è un punto scuro o del sangue è presente il malocchio.

Diagnosticare e guarire il malocchio con il grano

Nella zona del Lazio la segnatrice fa tenere in mano un grosso mestolo con l’acqua a chi sospetta di avere il malocchio, nel mentre la guaritrice massaggia la fronte del paziente mentre recita la seguente preghiera:

“Nel nome della SS.Trinità
malocchi i malo tenivate areto
no vi fate più ‘nnanzi.
Santi tutti de ju cielo fatev’ annanzi
alla fine de chesta giurnata
gli malanni ‘nsu fao più ‘nnanzi.
Alla calata de gli suli
su nu van via tutti ‘sti maluri”

La segnatrice butta una manciata di grano nel mestolo e se due o ghicchi si uniscono il Malocchio c’è, allora la guaritrice segna l’ammalocchiato con l’acqua del mestolo e butta l’acqua e il grano nei quattro canti del camino.

Seconda versione:

Si recita la seguente litania quattro volte, dopo ogni volta si getta un chicco di grano in un piatto con l’acqua se si formano delle bolle vicino al chicco il malocchio c’è.

“Tre occhi mi videro
Tre occhi mi guardarono
Tre occhi mi ammalocchiarono
Tre santi e Dio mi aiutarono
con gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo”

Proteggersi dal Malocchio

Il nastro rosso

Una consetudine che ho riscontrato anche tra i Rumeni è l’indossare un nastrino rosso nascosto sotto i vestiti o al polso, soprattutto se il bambino non è ancora battezzato.

Il nastro verde o la menta

In alcune zone della Sardegna si usava portare in tasca tre foglie di menta per proteggersi dal Malocchio, abitudine che è stata sostituita da un nastro verde al polso.

Diritto di nascita

I nati di venerdì, i nati con la camicia o come si diceva una volta il velo della Madonna e chi nace con una qualche deformità è per tradizione immune al malocchio e in alcuni casi destinato a diventare un segnatore/guaritore.

La mano figga o le corna

SI trovano ancora amuleti a forma di mano che sta facendo il pugno con il pollice che sbuca tra l’indice e il medio o manine che fanno il gesto delle corna. Se non si ha il cindolo e si viene guardati con insistenza o in modo malevolo è efficace anche fare il gesto con le mani.

Serpenti

Portare monili a forma di serpente secondo gli Antichi egizi proteggeva dal malocchio

Cornetti rossi

Soprattutto nel Sud Italia vi è ancora viva l’abitudine di indossare o utioizzare come porta chiavi un cornetto roso, una volta era rigorosamente in corallo.

Su Coccu

Tipico amuleto di origine sarda che va confezionato seguendo una determinata procedura e recitando i brebus adatti, naturalmente segreti. Quando si spezza significa che ha assorbito un colpo maligno va riparato o sostituito

 Limone

Apri a metà un limone e fagliaci sopra una croce incidendo appena la buccia, mettici del sale e mettilo nella stanza dove stai per più tempo, va ripetuto pr tre giorni di seguito in luna calante.

Corallo

I monili di corallo difendono dal malocchio.

Libri consultati:

  • I sette volti del male di Learco Learchi d’Auria
  • Amuleti e talismani di Deborah Lippman, Paul Colin

  • Medicina popolare e civiltà contadina di Domenico Torre

Siti consultati

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