La sua origine più vera, del ceppo natalizio, la troviamo nelle feste del solstizio invernale del nord Europa, ma come sempre le religioni cambiano e le tradizioni mutano.Anticamente a Genova le genti della montagna offrivano al Doge un ceppo d’ abete, il Doge versava sul tronco vino e confetti prima di accenderlo. Questa suggestiva cerimonia era chiamata “con fuoco”.
Il ceppo di natale lo ritroviamo anche in altre regioni italiane, ne resta una traccia in toscana dove era abitudine (conservata anche in epoca abbastanza moderna)conservare il ciocco* per bruciarlo la vigilia di Natale come augurio di abbondanza e per attirare le energie benefiche in casa. L’ accensione del ciocco era preceduta da offerte allo spirito dell’ albero quali vino o grasso ed era compito del capo famiglia accendere il fuoco in presenza dell’ intera famiglia , che recitavano uno scongiuro destinato ad attirare la buona sorte:

“Si rallegri il ceppo,
domani e` il giorno del pane.
Ogni grazia di Dio entri in questa casa.
Le donne facciano figlioli,
le capre capretti,
le pecore agnelletti,
Abbondi il grano e la farina
e si riempia la conca del vino”

Dopo di questa i bambini venivano bendati e recitavano “L’Ave Maria del Ceppo” che aveva il potere di far piovere su di loro dolci e piccoli regali.
La preghiera è la seguente:

“Ave Maria del Ceppo,
Angelo benedetto!
L’ Angelo mi rispose
‘Ceppo mio bello, portami tante cose!’”

Il ceppo era utilizzato anche come oracolo, nella notte di capodanno il capofamiglia poneva una domanda e poi scuoteva il ceppo con l’ attizzatoio e osservava le scintille ; se erano molte e salivano per il camino la risposta era positiva . Le domande erano legate alla vita contadina, quindi si chiedeva del raccolto o delle piogge. Le ceneri del ciocco venivano sparse nei campi per propiziare buoni raccolti. Con i carboni si segnavano gli animali malati per allontanare le energie maligne e guarirli. I frammenti non bruciati invece venivano conservati per accenderli durante i temporali per allontanare i fulmini o posti sotto il letto per proteggersi dagli spiriti maligni.
In altre regioni dove l’ abete non cresce per il ciocco veniva usato il castagno o la quercia.

 

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