Questa favola arriva dalla Russia, qual’è il segreto della felicità?

C’era una volta un re molto infelice, nonostante la sua ricchezza e gli agi in cui viveva sentiva questo grande vuoto dentro.
Un giorno decise di andare in giro per il suo regno alla ricerca della felicità, quindi mise le vesti di un povero contadino e girò per i quartieri più poveri.
Lì nella piazza vide un cantastorie, che aveva l’aria veramente felice, il re si avvicinò e gli chiese da cosa nasceva la sua felicità.
“Caro viandante, mi stupisce la tua domanda. La salute mi sorride, posso venir in piazza rallegrare i miei vicini con storie sempre nuove; in cambio ne ricavo di che vivere e la sera mi stendo sereno nel mio giaciglio. Perché mai dovrei sentirmi triste?”
Il re indispettito dalla sua felicità andò alla corte e emanò un editto per vietare ai cantastorie di esibirsi nelle strade e nelle piazze.
Dopo una settimana tornò convinto di trovare il cantastorie affranto, invece lo trovò felice che vendeva erbe selvatiche.
“Ma come ” gli disse” non puoi più fare il tuo mestiere, come puoi ancora esser felice?”
“È vero non posso più rallegrare i miei vicini con i miei canti; ma possa la mattina a contatto con le meraviglie della natura in cerca di erbe e bacche che poi rivendo per aver di che vivere. Perché mai dovrei sentirmi triste?”
Il re furioso andò a palazzo e vietò anche questo lavoro.
Dopo una settimana trovò il cantastorie intento a strigliare i cavalli degli ospiti della locanda per pochi spiccioli, quando il cantastorie lo vide gli disse “E no, non mi faccia la solita domanda sono povero non sciocco”
Il re fuori da se per l’ira tornò a palazzo e vietò anche questo lavoro.
Il cantastorie quando sentì questo nuovo divieto ebbe la certezza che quel strano viandante era il re, allora si presentò per fare l’unico lavoro che il re non poteva vietare; la sua guardia personale.
Quando il re se ne accorse, andò su tutte le furie ma non poteva rinunciare alla sua guardia.
Poco dopo capitò che il re fu vittima di una trappola e il cantastorie non esitò a mettersi sulla traiettoria della freccia destinata al re, così il re ebbe salva la vita ma il giovane cantastorie era gravemente ferito; ordinò al suo medico di curarlo e il giorno dopo andò a fargli visita e lo trovò molto felice.
“Ma come è puoi essere felice anche in questo frangente, sei stato ferito”
“Buon re, io ho salva la vita come posso non essere felice; è perché lei maestà ha troppe ricchezze che non riesce ad essere felice”
“Vedremo se è questo il problema, io parto per un mese perché devo andare nel regno vicino. Lascio a te il mio regno da gestire, al ritorno vedremo se sarai ancora felice”
Il giovane cantastorie gestì benissimo il regno e procurò nuovi soldi per il re e molto lavoro per i poveri del villaggio; così al ritorno del re tutti prosperavano.
Ma in quel mese era anche nato l’amore tra il cantastorie e la figlia del re, e per non esser separati dal re si sposarono in segreto.
Il re bandì il cantastorie dal suo regno e raccontò alla figlia che il giovane diventato avido era scappato lasciandola nel disonore.
Un giorno arrivò una lettera al re era del cantastorie” Da quando sua maestà mi ha tolto l’amore, la felicità mi ha lasciato. Ora conosco la tristezza. Ne sarete certo rallegrato” Ma il re non fu felice come si aspettava. La figlia scoprì la lettera inviata al re e scappò alla ricerca del suo amore.
Quando lo trovò la felicità tornò nella capanna del cantastorie e vissero lì felici vivendo di ciò che la terra donava, la ragazza ebbe presto due bambini biondi e belli come lei.
Il re la cercava disperatamente e quando dopo tre anni la trovò nella capanna del cantastorie era pieno d’odio, mentre meditava vendetta dalla capanna uscì un bimbo biondo e subito dietro di lui sua figlia con un neonato; il re sentì il suo odio svanire e quando prese in braccio i nipoti conobbe la felicità.
Invitò la giovane coppia a tornare con lui e vissero pieni di gioia e amore.