“Quando la Ruota inizia a girare, lascia i fuochi di Beltane bruciare.”

Nelle società agricole del Nord Europa Beltane segnava l’inizio della stagione estiva, era il momento in cui il bestiame veniva portato al pascolo e gli alberi in piena fioritura facevano sperare in un raccolto abbondante.

Era con spirito di ottimismo e un pizzico di timore verso una terra che sapeva essere tanto generosa quanto crudele che i villaggi si animavano per preparare le celebrazioni per propiziare e celebrare la fertilità degli animali, dei campi e delle persone, questi riti e incantesimi avevano sempre lo scopo di ringraziare per ciò che si aveva, per proteggere animali, campi e persone e per propiziare l’abbondanza e la fertilità.

Parte del percorso di una Strega che sia essa una Strega di Città o una Strega di Campagna o una Strega che ha deciso di vivere ai margini del bosco, consiste nell’armonizzarsi con le energie della Terra e percepirne il cambiamento in modo da poter lavorare in armonia con le sue maree e cambiamenti; non ha importanza quanto l’uomo ha cercato di domare e soffocare la Natura, lei c’è sempre come ci ha dimostrato durante questa quarantena che non avendola disturbata ci ha donato fioriture straordinarie e visite inattese.

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Le festività di Beltane sono collegate al Dio Beleno o Belanu, una delle divinità celtiche maggiori anche se ci sono prove della sua adorazione che risalgono a un periodo antecedente alla nascita del popolo celtico, anche se spesso è associato al greco Apollo, il suo “dominio” sono le fontane, la salute, la guarigione e visto che i suoi simboli sono pietre dalla chiara forma fallica si può presupporre che anche la fertilità e la fecondazione siano di sua competenza.

A questa immagine di fertilità maschile, ben rappresentata anche dal palo di maggio, non può non rispondere la parte femminile la Dea Belisama che è la sua consorte, era collegata ai laghi e fiumi, al fuoco, all’artigianato e alla luce; divinità poco conosciuta venerata maggiormente nella Gallia Cisalpina e in Gran Bretagna.

La loro unione veniva celebrata il primo maggio e da questa unione la Terra avrebbe donato i suoi frutti.

In tempi più recenti queste divinità sono state sostituite da altre figure come il Signore e la Signora delle foreste, il Dio Cornuto e la Dea Madre, Il Re Quercia e la Regina di Maggio, certamente ci sono altre interpretazioni del mito ma non ne conosco, in ogni forma che si presenta in ogni caso ciò che viene celebrata è la fecondità e il vigore della giovinezza.

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