Essere spirituali non vuol dire essere buoni a tutti i costi.
Neppure essere disponibili per chiunque.
Significa molto più semplicemente imparare ad ascoltarsi.
Dare una mano a chi realmente vuole coglierla e sottrarla a chi vuole tirarci nel proprio marasma.

Essere spirituali vuol dire anche dare un calcio in culo, chiudere la porta a chi ha paura degli spifferi, dire le cose come sono senza indorare la pillola.
Essere spirituali non significa essere illuminati ma seguire sempre la luce.

Non significa neppure alzarsi ogni mattina alle 4:00 e recitare mantra.
E neppure parlare come monaci buddisti.
E neppure vestire come fricchettoni.
E neppure usare termini che capiamo solo noi tipo “c’è bisogno della pace materica per assorbire i dolori dei cuori ultradimensionali”, che ci rendono fighi agli occhi degli altri.
E non vuol dire neppure essere rigidi e vedere la nostra realtà come l’unica possibile.

Non vuol dire neppure avere l’agenda piena di: Lunedì yoga.
Martedì pilates.
Mercoledì rebirthing.
Giovedì canti sciamanici.
Venerdì meditazione.
Sabato e Domenica corso di channeling.

Essere spirituali significa essere amore per noi stessi.
E quando siamo capaci di amarci, siamo capaci di amare nella più completa totalità.
(di Pedro Martinez)