equinozio d'autunno
Sabbat,  Tradizioni

Equinozio d’autunno

È giunto il momento di ringraziare per il raccolto e i doni ricevuti.
Con l’equinozio d’autunno i campi si svuotano, l’uva viene raccolta ed è pronta a tramutarsi in vino, ma mentre celebriamo l’abbondanza ricevuto non dobbiamo dimenticare che l’inverno bussa alla porta. Quindi dobbiamo prepararci al freddo dell’inverno e alla “piccola morte” che avvolge la terra e precede la rinascita.
Quando i calendari erano basati sugli eventi astronomici, la conoscenza di tali eventi (gli equinozi, i solstizi, l’avvicendarsi delle fasi lunari, ecc.) Risultava fondamentale per la pianificazione delle semine e delle raccolte e questo fu un motivo fondamentale per l’accurata osservazione e studio del cielo fin dalla più remota antichità.Feste tradizionali, miti e leggende legati all’equinozio d’autunno
Partiamo dalla Cina che ha una festa molto suggestiva legata alla luna d’autunno (anche se la data non è proprio identica a quella dell’equinozio secondo me sono collegabili).Antiche leggende, che si intrecciarono con le celebrazioni della festa, contribuiscono alla calda considerazione nella quale è sempre stata tenuta in Cina. Secondo il calendario tradizionale cinese, il settimo, l’ottavo e il nono mese costituiscono la stagione autunnale. La Festa della Luna è chiamata anche Festa di Mezz’autunno poiché cade nel 15° giorno dell’8° mese lunare (quest’anno il 5 ottobre), esattamente nel mezzo della stagione, quando il caldo dell’estate ha ceduto il passo al fresco tempo autunnale, segnato da cieli azzurri e lievi brezze. In questo giorno la luna si trova alla massima distanza dalla Terra e in nessun altro periodo è così luminosa. In quel momento, come dicono i Cinesi, la luna è perfettamente rotonda. Nei villaggi i pesanti lavori del raccolto estivo sono già stati completati mentre quello autunnale non è ancora arrivato.

Le vere origini della Festa di Mezz’autunno sono ancora molto incerte. Le prime testimonianze risalgono al tempo del grande imperatore Wu Di (156-87 a.C.) della dinastia Han, che iniziò celebrazioni della durata di tre giorni, comprendenti banchetti e serate chiamate Guardando la luna sulla “Terrazza del Rospo” (del collegamento del rospo con la luna si parlerà più avanti). Più tardi, queste cerimonie iniziarono a essere celebrate dai nobili, quindi la popolarità si allargò a tal punto che finì per divenire una grande festa tradizionale. Sappiamo che il popolo, durante la dinastia Jin (265-420) continuava l’uso dei festeggiamenti della Festa di Mezz’Autunno, e simili resoconti ci sono arrivati dai tempi della dinastia Tang. Durante la dinastia Ming (1368-1644) le case e i giardini venivano decorati con numerose lanterne, e il suono di gong e tamburi riempiva l’aria.

Le offerte alla Luna e la sua contemplazione sono le attività principali della Festa. La sera, quando la luna si leva, tutte le famiglie si riuniscono all’aperto attorno a una tavola per ammirarne il chiarore e mangiare dei dolci della Luna, delle melagrane, delle giuggiole, delle pere, delle mele ecc. Chi è lontano da casa cerca di rientrare per raggiungere la propria famiglia. Ed è per questo che la Festa di Mezz’autunno è chiamata la Festa della Riunione Familiare (La luna piena è considerata il simbolo della riunione, del ritrovarsi).

Un altro aspetto caratteristico della festa sono i dolci della luna che si trovano in vendita poco prima della celebrazione. Un tempo, si potevano trovare dolci a forma di pagoda, altri a forma di cavallo con relativo cavaliere o pesce o animali. Altri ancora erano decorati con immagini di conigli, fiori o dee. Esisteva una miriade di differenti ripieni: zucchero, semi di melone, mandorle, scorze d’arancia, boccioli di cassia zuccherati, pezzetti di prosciutto o carne conservata. I dolci sono nello stile settentrionale o meridionale, ma gli ultimi (chiamati anche dello stile cantonese) sono i più popolari e si trovano in tutto il paese.

Prima del 1949, i negozi di giochi offrivano anche una grande varietà di giocattoli per caratterizzare l’occasione. Si potevano anche comprare raffigurazioni del Palazzo della Luna o della Dea della Luna, Chang E, o del coniglio seduto sotto l’albero di cassia mentre mescolava gli ingredienti per preparare l’elisir di lunga vita.

La gente benestante si scambiava regali, generalmente pere, uva, melagrane e dolci della luna. La forma rotonda di questi oggetti simboleggiava non solo la luna ma anche l’unità della famiglia.

La sera della vigilia della festa, gli amici si riunivano piacevolmente mangiando dolci, bevendo tè o sorseggiando vino. La sera seguente, venivano poste all’aperto, su un altare decorato con un dipinto del Palazzo della Luna e del Coniglio della Luna, offerte alla luna e, probabilmente, anche una piccola figura del coniglio di argilla.

Poiché la luna è associata unicamente con yin, il principio femminile, questa cerimonia veniva guidata da donne. Secondo un vecchio proverbio, gli uomini non adorano la luna e le donne non fanno sacrifici al Dio della Cucina. Quando le nuvole si disperdevano e la luna si alzava, la cerimonia iniziava. Le offerte, che venivano deposte in cinque piatti, consistevano in numerosi tipi di frutta: mele, melagrane (simbolo di fertilità), pesche, uva e meloni. Quindi venivano presentati i dolci della luna, 13 in tutto (numero che simboleggia il numero di mesi di un anno lunare pieno). Dopo venivano riempite di vino alcune tazze, acceso dell’incenso e dati alle fiamme dei soldi degli spiriti. Tutte le donne della famiglia, una dopo l’altra, facevano un passo avanti per prostrarsi toccando il suolo con la fronte. I sacrifici alla luna, che spesso duravano fino a mezzanotte, terminavano bruciando i dipinti dedicati alla luna.

Una ricetta per i Mooncake

La tradizione druidica di Alban Elfed

Nella tradizione druidica l’Equinozio d’Autunno viene chiamato Alban Elfed (Autunno, o «Elued», Luce dell’Acqua).
Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l’inizio.

Ancora una volta, il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino a essere più lunghe dei giorni, e arriverà il gelo dell’Inverno.

Il 29 settembre si trova una celebrazione cristiana. (Così vicina all’equinozio d’autunno, che coincidenza)
A San Michele Arcangelo, è attribuito uno dei compiti più importanti: quello della lotta contro le Forze del Male.
Per questo, è familiarmente raffigurato con la corazza e la spada di un guerriero nell’atto di calpestare e dunque sconfiggere Satana, rappresentato sotto forma di serpe o drago.

La sua spada ha valore simbolico: con essa, non solo trafigge il drago ma squarcia il buio, sconfigge le tenebre e riporta ai suoi protetti il conforto della Luce. Egli è dunque il protettore dalle insidie che provengono dalle forze oscure, è la roccaforte della Luce.

Questo suo aspetto di guerriero vittorioso e invulnerabile gli assicurerà il grande favore da parte di tutti gli eserciti, dei soldati e dei regnanti di tutte le epoche. Infatti, già nel 313 l’imperatore Costantino gli tributa un intenso culto.

Dal mondo bizantino, il culto dell’Arcangelo Michele dilaga rapidamente ovunque, diffuso soprattutto dalla popolarità che gode fra i soldati.
Protagonista della venerazione del popolo celtico-cristiano San Michele arcangelo potrebbe incarnare le caratteristiche del dio luminoso Lugh-Belenos, il dio che esprimeva la funzione guerriera e sacerdotale

Fonti:
Tutto Cina
Maat.it
Dizionario universale dei miti e delle leggende

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