Il Día de muertos, spesso incompresa e paragonata a un Halloween Messicano, nel 2008 è stato inserito nell’elenco rappresentativo del patrimonio culturale immateriale dell’umanità (originariamente proclamata nel 2003).

L’attuale struttura di questa festività è il risultato del tentativo da parte dei cattolici di estirpare i culti e le celebrazioni legate alle tradizioni agricole preesistenti, il periodo di ottobre/novembre coincide con la raccolta del mais.

Vengono ricordate le anime dei defunti ma viene celebrata la vita, il primo di novembre arrivano le anime dei defunti bambini ai quali si lasciano in offerta i tipici teschi di zucchero, mentre al 2 arrivano le anime degli adulti che troveranno i loro piatti preferiti, alcolici e sigari. Per tradizione il cibo lasciato per l’ ‘ofrenda’ va gettato perché oramai insapore dal momento che i morti si sono cibati della sua essenza.

Nelle case viene preparato l’altare per l”ofrenda’ che può essere semplice a due piani per rappresentare la terra e il cielo, a tre piani per rappresentare la terra, il cielo e gli inferi, anche se alcuni azzardano un parallelo con la Santissima Trinità. Oppure possono essere molto grandi e avere sette piani che rappresenta i passaggi che deve compiere l’anima per trovare il luogo del suo riposo eterno; ogni livello ha un significato differente.

Nei luoghi in cui la tradizione è più radicata, gli altari iniziano a prendere forma il 28 ottobre e raggiungono il loro massimo splendore il 2 novembre. È comune per il primo giorno accendere una candela e posizionare un fiore bianco; il giorno successivo viene aggiunta un’altra candela e viene offerto un bicchiere d’acqua. Il terzo giorno, viene accesa una nuova candela, viene messo un altro bicchiere d’acqua e viene messo un pane bianco; il giorno successivo viene collocato un frutto di stagione (mandarino, arancia, mela). Per il primo novembre, vengono messi i cibi dolci, il cioccolato e i fiori. Nel giorno principale viene messo il cibo preferito del defunto, tequila, e birra. L’elemento che non manca in nessuno di questi giorni è il copale.

Cosa non può mancare sull’altare

  • L’acqua, fonte di vita, indispensabile per dissetare le anime dopo il loro lungo viaggio.
  • Il sale, elemento che purifica e protegge l’anima dalla possibilità di venir corrotta.
  • Il pane dei morti che ha un doppio significato, da una parte rappresenta la croce di Cristo dall’altra le striscioline di parsa rappresentano le ossa e i semi di sesami sono le lacrime delle anime che non hanno trovato la pace.
  • Il fiore di cempasuchil ( il suo nome scientifico è Tagetes erecta) è usato come decorazione e offerta rituale nel Día de muertos.  Si usa utilizzare i petali per segnare sul terreno il percorso che le anime dei defunti devono seguire verso gli altari domestici innalzati in loro onore. Questo perché tradizione vuole che i suoi petali mantengano il calore del sole e illuminano la via del ritorno ai morti, che vengono guidati anche dal tipico profumo di questi fiori messicani.
  • La statua di un cane che aiuta le anime a raggiungere il Mictlan.

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