Per prima cosa vediamo da vicino il significato della parola “Consacrazione” deriva dal latino ed è formata da CON=CUM che indica il mezzo dell’azione e SACRARE che deriva da SACER= sacro; quindi significa rendere sacro con qualche mezzo, nel nostro caso attraverso un rito.
Sinonimi: benedire e dedicare.Ora che abbiamo bene in mente cosa vogliamo fare vediamo un po’ come si può procedere, i metodi che si trovano sui libri e in internet sono molti e sono tutti diversi, ora non credo che ci sia un metodo migliore o un metodo giusto, ma semplicemente si deve cercare di trovarsi il metodo più adatto a noi e al nostro modo di vivere il rapporto con i tarocchi.
Io ho diviso la procedura in varie fasi che sono secondo il mio giudizio necessarie e per ogni fase ho riassunto il materiale che ho visionato e poi naturalmente ho aggiunto quello che faccio io perché penso che condividere l’esperienza diretta sia il modo migliore per confrontarsi e se capita insegnare qualche cosa di buono.

1) SCEGLIERE IL PERIODO PIU’ PROPIZIO
– Per prima cosa l’ora in definitiva penso che non sia indispensabile impazzire dietro all’orologio però essendo la divinazione legata più alla parte femminile e intuitiva ho sempre trovato che la notte sia il momento migliore per questa operazione, così si possono sfruttare meglio le energie lunari (la mezzanotte essendo un’ ora di passaggio è un momento particolarmente magico della notte).
– La fase lunare: Molti consigliano di farlo con la luna crescente o piena io però ho sempre preferito la luna nera perché legata alla figura dell’Anziana che sento la più adatta per dedicare un arnese in generale all’Arte.
– I Sabbat: In questo caso non ho trovato nessuna informazione con cui confrontarmi quindi tengo per buona la mia esperienza personale e dico che i Sabbat migliori per consacrare gli strumenti che si utilizzano per la divinazione sono Ognissanti e il Solstizio d’estate.

2) PURIFICAZIONE
Anche qui ci sono un po’ di discordanze c’è chi dice che è essenziale purificare lo strumento e chi dice che è superfluo in quanto viene purificato durante la consacrazione, io sono fermamente convinta che tutti gli strumenti dal primo all’ultimo vadano sempre e comunque purificati.
I metodi cambiano a seconda dello strumento perché si rischia di rovinarlo, ora parlando di tarocchi i seguenti sono i metodi più validi
– Ricoprirli di sale benedetto per il tempo ritenuto necessario (io li tengo per una luna)
Esporli alla luce della luna piena per tutta la sua durata (circa tre notti)
– Farsi da sé il proprio mazzo così si può saltare la purificazione

3) CARICARLO CON GLI ELEMENTI
Al di là che venga tracciato o meno il cerchio (personalmente lavoro all’interno del cerchio) una parte importante per tutti gli strumenti dell’Arte è il passaggio attraverso gli Elementi.
Anche in questo caso ci sono delle discordanze c’è chi usa solo candele e incenso perché trova che la divinazione sia legata solo all’ Aria e chi usa tutti e quattro gli elementi, anche in questo caso si tratta di usare il metodo che sentiamo più affine al nostro modo di essere.
Io uso tutti e quattro gli elementi perché prediligere un unico elemento mi dà una sensazione di squilibrio e le carte tendono a essere meno chiare, quindi nel cerchio (nella direzione dei punti cardinali a loro assegnati) pongo i testimoni:
– Una ciotola di sale o sabbia oppure in mancanza una pietra per la Terra.
– Una ciotola di acqua (io cerco di usare sempre quella di fonte o in mancanza quella piovana) per l’acqua.
– Una candela bianca oppure rossa per il Fuoco
– Incenso (è preferibile l’incenso puro se possibile mescolato con salvia secca, da bruciare sul carboncino) per l’ Aria.
A questo punto io prendo in mano le carte (utilizzo solo i 22 Arcani maggiori quindi di conseguenza consacro solo quelli), mi rilasso e quando mi sento pronta (è una sensazione impossibile da descrivere ma quando si prova si riconosce) prendo la prima carta e partendo da Nord la passo sopra il testimone visualizzando l’energia che carica la carta per rafforzare la visualizzazione a volte recito una semplice formula ad alta voce ” Che il potere della Terra renda stabile la visione”
Poi proseguo in senso orario e ripeto l’operazione con l’Aria la formula che uso è “Che il potere dell’ Aria mi riveli la conoscenza”
Dopo di che trovo il Fuoco e ripeto la stessa operazione la formula che uso è “Che il potere del fuoco protegga la visione”
E infine a Ovest c’è l’Acqua con cui ripeto la stessa operazione degli altri elementi e la formula che uso è ” Che il potere dell’Acqua dia chiarezza alla visione”

Io lo faccio con ogni singola carta e sono convinta sia importante dedicare a ogni carta la propria attenzione (infondo in questo campo il risultato e direttamente proporzionale al tempo e l’energia impiegata) ma c’è chi lo fa con un unico passaggio dell’intero mazzo.

4) LA CONSACRAZIONE
Questo è il momento in cui il mazzo dei tarocchi viene dedicato al culto, prendo il mazzo e lo presento alla Dea ( o comunque alla divinità che c’è più congeniale) lo sollevo verso Nord (sollevatelo pure verso la Luna, ponetelo ai piedi della raffigurazione che avete della divinità oppure tenetelo semplicemente in mano) e glielo dedico con una formula composta per l’ occasione, credo sia importante utilizzare frasi create da noi personalmente per rendere l’atto più sentito e intimo.
La mia è questa: ” Grande Signora di magia, a te consacro questo mazzo di tarocchi, esso è solo un mezzo perché tu possa mostrarmi la verità e la via”

Ora i tarocchi sono stati consacrati e come tutti gli oggetti del culto sono personali, vanno conservati con cura e bisogna purificarli nuovamente se vengono utilizzati da altre persone ( è utile comunque purificarli ogni anno se vengono utilizzati spesso)

Questo è il momento di ringraziare gli Antichi e gli Dei invitandoli a tornare nel prossimo cerchio, fatto questo si può chiudere il cerchio.