Ciliegio

Aspetto botanico

– Nome scientifico
Prunus avium

– Etimologia
Prunus, genere della grande famiglia delle Rosaceae che comprende anche albicocchi, prugni, mandorli, ecc, è un termine latino che deriva dal greco Proynos e Proyne = Pruna
avium, genitivo plurale del sostantivo latino avis = uccello e, quindi = degli uccelli

– Nomi popolari
ciliegio degli uccelli, ciliegio selvatico

– Descrizione e caratteristiche
albero alto 8-10 m, fusto eretto e ramificato, corteccia rossastra liscia, sfaldantesi in strisce. Le foglie sono raggruppate in piccoli gruppi, picciolate, ovato – ellittiche, acute, con margine dentato. I fiori sono disposti in mazzolini, con cinque petali bianchi rotondi. Il frutto è una drupa quasi sferica, polposa, con un seme subsferico. Comune, coltivato in moltissime varietà nelle zone montane, qualche volta selvatico. Si raccoglie in giugno.

– Habitat e Diffusione
Un tempo i ciliegi erano molto diffusi nei boschi; fino al XVII secolo, dei regolamenti obbligavano a rispettarli, affinché i poveri potessero godere dei loro frutti, ma ce n’era una tale abbondanza che un’ordinanza reale del 1669 ne prescrisse la distruzione. Attualmente molto disseminata, questa specie rimane tuttavia il capostipite dei nostri ciliegi.
Sembra che nel 73 a. C. fu portato a Roma e, successivamente, a Cerasunte, città sul Mar Nero da cui, si pensa, abbia preso il nome. La coltura del ciliegio si diffuse prestissimo in Italia e 120 anni dopo raggiunse anche la Gran Bretagna. Nonostante ciò non bisogna dimenticare che i Greci conoscevano già da molto tempo questa coltura.

– Parti utilizzate e periodo balsamico
I piccioli delle ciliegie vengono utilizzati per le loro proprietà diuretiche, tempo di raccolta è maggio

Proprietà e utilizzi Officinali

– Composizione
I suoi peduncoli contengono Polifenoli, Sali di potassio, vitamia A e C, Tannino, Flavonoidi, acido Malico

– Utilizzi e preparati erboristici
I piccioli possiedono proprietà diuretiche, antinfiammatorie, antiuriche, antigottose.
Vengono consumati sotto forma di decotto

– Controindicazioni
Ad alte dosi possono dare problemi intestinali.
Il nocciolo se rotto e ingerito può rilasciare cianuro

– Utilizzi casalinghi
Per lo più se ne utilizzano i dolci frutti per marmellate o composte

Piccole curiosità

I contadini usavano cingere i ciliegi con un cordone di paglia intrecciata, generalmente in prossimità del Natale, vale a dire al momento del solstizio d’inverno, dunque alla rinascita del sole. Era per minacciare quegli alberi che non avevano fruttificato abbastanza di badare bene a farlo l’anno successivo, se non volevano essere abbattuti. Spesso era proibito salire sui ciliegi, se non dopo la raccolta dei frutti.
Nel folclore germanico e slavo il ciliegio aveva un carattere malefico: lo si credeva visitato da creature malvagie che impedivano di avvicinarsi.
Il Giappone è patria di un vero e proprio culto: il fiore è occasione di pellegrinaggi, dopo l’equinozio di primavera, per rendere grazie agli dei per la promessa che prefigura la beatitudine eterna. La ciliegia rosso sangue è l’emblema del samurai, sempre pronto a sacrificare la vita.

Un po’ di magia

In Giappone i fiori del ciliegio sono sacri e a loro è dedicata una festa l’ Hanami, il fiore del ciliegio, la sua delicatezza, la brevità della sua esistenza sono per i giapponesi il simbolo della fragilità, ma anche della rinascita, della bellezza dell’esistenza. La sua abbondante fioritura in concomitanza con Ostara lo rende un fiore particolarmente adatto per addobbare gli altari e le chiome per il sabba.
Negli antichi testi magici il succo delle ciliegie è un sostituto accettabile del sangue.
Sempre il frutto o il suo succo sono utilizzati per ravvivare la passione o attirare l’amore.
Nascondere nel tronco una treccia fatta con una ciocca dei nostri capelli avrebbe il potere di far passare l’asma.
Una bacchetta di Ciliegio è ottima per la divinazione, per inseguire alti ideali e per la magia d’amore.