Aspetto botanico

– Nome scientifico
La cannella in commercio è ricavata da due alberi della famiglia delle Lauraceae, la più pregiata arriva dallo Sri LanKa ed è la Cinnamomum zeylanicum mentre l’altra meno pregiata e dall’ aroma più pungente viene dalla Cina ed è la Cinnamomum cassia

– Etimologia
Deriva da “canna” per la tipica forma della spezia

– Nomi popolari
Non ne ho trovati, sembra che ‘cannella’ sia il suo nome più utilizzato se dalle vostre parti ha un nome diverso lasciate un commento che aggiorno la scheda.

– Descrizione e caratteristiche
La cannella più pregiata, come già detto, arriva dal Sri Lanka e si riconosce dal color nocciola, dal gusto più delicato e l’aroma meno intenso. Un altro modo per riconoscere un prodotto di qualità è dallo spessore dei cannelli, più è sottile più la spezia è di buona qualità; poi naturalmente se si vuole la qualità la si paga, quindi anche il prezzo è un buon indizio.

La cannella che arriva dalla Cina è di colore bruno-rossastro, ha gusto più intenso e pungente; sulla lingua lascia un lieve pizzicore. Si può impiegare solo in cucina e a bassi dosaggi. Infatti contiene proporzioni variabili di cumarina, sostanza che può essere tossica per reni e fegato.

– Habitat e Diffusione
Essendo che della pianta utilizzeremo sempre e solo il prodotto lavorato, le stecche di cannella, mi permetto una battuta e vi dico che si trova nel supermercato io personalmente preferisco cercarla tra i prodotti equosolidali

Proprietà e utilizzi Officinali


– Composizione

Contiene ferro, calcio, potassio, zinco, selenio, rame, fosforo e manganese. Vitamine del gruppo B, vitamina C, A, E e K. È molto ricca di fibre.

– Utilizzi e preparati erboristici

Dalla cannella si ricava anche l’olio essenziale e viene commercializzata anche in pastiglie.
Sembra avere un’azione antibatterica e antimicotica, utile per favorire la digestione e controllare la fame nervosa.
Grazie alla sua azione riscaldante rientra tra i rimedi per le malattie da raffreddamento e favorisce la circolazione sanguigna.

– Controindicazioni
A dosi elevate la cannella causa convulsioni, irritazioni alla mucosa intestinale e gastrica, allergie da non sottovalutare la tossicità per reni e fegato; da evitare in gravidanza e durante l’allattamento.
Se utilizzata per prodotti cosmetici c’è comunque da tener presente che può essere irritante e causare rossori soprattutto in caso di pelli delicate.

– Utilizzi casalinghi
Molto apprezzata in cucina trova il suo posto in molte ricette tradizionali.
Già nell’800 in Europa era citata nei libri di cucina come parte di un misto di pepe, noce moscata e chiodi di garofano; veniva scritto semplicemente “un pizzico di spezie e droghe”

Piccole curiosità
Spezia già apprezzata nell’antichità sia dai popoli orientali che dai popoli occidentali, viene nominata anche nella Bibbia nel “Cantico dei Cantici” attribuito a Salomone anche se in realtà sembra essere un poema risalente a un periodo più antico di uno scrittore sconosciuto.
“I tuoi germogli sono un giardino di melagrane,
con i frutti più squisiti,
alberi di cipro con nardo,
nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo
con ogni specie d’alberi da incenso;
mirra e aloe
con tutti i migliori aromi.
Fontana che irrora i giardini,
pozzo d’acque vive
e ruscelli sgorganti dal Libano.”

Trovo che sia un poema molto bello ed evocativo, se volete prendere in mano la bibbia dategli una letta.

Ovidio la cita nelle Metamorfosi

“Dopo aver vissuto 500 anni, [la Fenice] con le fronde di una quercia si costruisce un nido sulla sommità di una palma, ci ammonticchia cannella, spigonardo e mirra, e ci s’abbandona sopra, morendo, esalando il suo ultimo respiro fra gli aromi”

Un po’ di magia

Plinio il vecchio ha lasciato uno scritto in cui lamentava che poco più di tre etti di cannella costava l’equivalente di cinque chilogrammi d’argento. Con un prezzo così elevato e la sua provenienza esotica questa spezia è stata vestita di poteri straordinari e utilizzata per ottenere il favore degli Dei.
Gli egizi la inserivano negli ingredienti utilizzati per la mummificazione quindi era tra le erbe che assicuravano la vita eterna e il favore degli Dei; a metà tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti favoriva i sogni lucidi e stimolava i poteri dei chiaroveggenti.
Nel medioevo diviene simbolo di potere e ricchezza, tanto più l’ospite era illustre maggiore era la presenza della spezia nei cibi offerti.
Questa corteccia profumata è stata utilizzata anche in elisir per ravvivare i talami nuziali e per difendersi dai veleni.

Per riassumere ha utilizzi come afrodisiaco, protezione, divinazione, chiaroveggenza e attirare la prosperità e il denaro.