Aspetto Botanico

Nome scientifico

Artemisia Abrotanum

Etimologia

L’etimologia della parola Artemisia è incerta, forse deriva da Artemide (Dea della caccia) ma non ci sono testimonianze a confermare che questa pianta fosse legata al culto della Dea.

Personalmente l’ origine che ritengo più probabile è dalla parola greca ‘Artemis’  = ‘Sano’  che pare alludere alle proprietà curative di questa famiglia di piante.

Abrotano deriva da ‘Alpha’ = Privativo ‘Brotos’ = Mortale, per l’antica credenza che possedesse grandi virtù curative fino ad attribuirgli il potere di allontanare la morte.

Nomi popolari

Semprevivo, Cedrina

Descrizione e Caratteristiche

è una pianta perenne, in inverno le foglie si seccano ma la parte legnosa resta viva e da lì partono le nuove gemme e steli. Le foglie sono filiformi di colore grigio – verdi e ricoperte da una leggera peluria.

I fiori sono tutti fertili, raccolti in piccole pannocchie di colore bianco – gialliccio.

Habitat e Diffusione

Originaria probabilmente dalla Spagna è stata largamente coltivata in Italia durante il medioevo quando era utilizzata come condimento. Un tempo molto comune è ormai quasi scomparsa in natura.

Parti utilizzate e Periodo balsamico

Fiori e foglie vengono raccolte nel periodo di Luglio

Proprietà e utilizzi officinali

Composizione

Olio essenziale contenente cineolo, tannino e artemisina.

Utilizzi e Preparati erboristici

La medicina moderna non ha avvalorato le sue capacità curative, anzi ne ha evidenziato la tossicità e sconsigliato l’utilizzo.

I rimedi che ho raccolto sono antichi e li riporto solo come curiosità antropologiche.

Con i fiori e le foglie macerate in un composto idroalcolico si otteneva un tonico in grado di eliminare i vermi intestinali, allo stesso modo veniva utilizzato per curare il fegato, la milza e lo stomaco.

Dalle donne era utilizzata per facilitare l’arrivo delle mesturazioni ma vista la tossicità della pianta probabilmente era utilizzata come abortivo.

Le foglie secche erano mescolate a oli e unguenti dalla capacità di rallentare le infezioni ed eliminare il veleno dei morsi di serpente , scorpione e ragni, queste lozioni frizionate sul capo avevano la capacità di arrestare la caduta dei capelli.

Le foglie bollite nell’acqua o nel vino sono ottime contro le malattie polmonari come tosse e asma.

Dioscoride ci ha tramandato la ricetta dell’ Abrotonites da lui utilizzato per curare i dolori allo stomaco, le nausee e l’itterizia in quanto è un potente diuretico. Per preparare questo vino curativo metteva 100 once di abrotano secco e tritato in un sacco di tela che veniva messo in infusione in 56 pinte di mosto.

Controindicazioni

è tossica ad alte dosi provoca l’avvelenamento e danni al sistema nervoso.
Se predisposti può provocare dermatiti da contatto.

Assolutamente da evitare per cure fai da te, soprattutto in gravidanza e allattamento.

Utilizzi casalinghi

Nel medioevo era utilizzata come erba aromatica per le pietanze particolarmente grasse.

Piccole Curiosità

La definizione popolare inglese per l’abrotano è “maiden’s ruin”, cioè “rovina delle vergini”, con riferimento all’effetto afrodisiaco a esso attribuito. Chi voleva conquistare l’amore di una ragazza doveva metterle, senza farsi scoprire, qualche rametto di abrotano sotto il nastro del grembiule. Poiché l’amore era solamente frutto di stregoneria durava solo pochi anni per poi trasformarsi in odio. Chi alla domenica temeva di addormentarsi durante la predica, doveva portare con sé qualche rametto di abrotano, dato che il suo odore mantiene svegli.

Un po’ di Magia

Si usa nei riti d’amore, ma l’amore così ottenuto ha un retrogusto amaro ed è destinato a tramutarsi in odio dopo qualche anno.
Mettere un rametto sotto il cuscino protegge dai malefici e accende il desiderio nella coppia.